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"U Pignu" crollato - Foto di Vincenzo Saputo

"U Pignu" crollato - Foto di Vincenzo Saputo

Pino secolare si schianta in strada: Partinico perde "U Pignu", uno dei suoi simboli

L'albero, con un'età stimata intorno ai 200 anni, è caduto in viale Regione. La strada è stata chiusa. Per rendere omaggio all'arbusto sta per nascere un comitato civico ad hoc. E l'artista Peppe Vaccaro vorrebbe dedicargli un murale

Partinico perde uno dei suoi simboli: il pino secolare di viale Regione. Sabato sera, l'albero si è abbattuto sulla carreggiata della strada che porta a Montelepre. Per fortuna non passavano nè auto nè pedoni e si è evitata la tragedia. Sul posto sono intervenuti immediatamente i vigili del fuoco del vicino distaccamento locale, la polizia, i carabinieri e la municipale. La strada è stata chiusa e lo è tutt'ora: per liberare la carreggiata e riaprire il transito il maestoso tronco deve essere prima tagliato. 

In paese il pino, o meglio "U Pignu" come lo chiamano tutti i partenicesi, era un'istituzione. La società civile, gli artisti e il mondo dell'associazionismo si sono già mobilitati per rendergli omaggio. In particolare le associazioni e i comitati per il contratto di fiume del Nocella, hanno deciso di costituire un comitato civico ad hoc per proporre alla commissione di piantare un nuovo grande esemplare nel luogo in cui è avvenuto il crollo. L'artista Peppe Vaccaro, partinicese doc trapiantato al Nord, noto per aver dipinto Frida su un muro di Borgo Parrini, vorrebbe invece dedicargli un murale. E' questo il suo progetto, dal titolo "Memoria e radici", per rimettere simbolicamente in piedi l'albero. "Memoria - spiega a PalermoToday - perchè 'U Pignu' rappresenta la memoria storica di Partinico e radici per richiamare l'appartenenza al proprio territorio. Il prospetto individuato si trova in via Biagio Petrocelli - continua l'artista - ed è stato scelto perchè è il palazzo è molto alto e mi permette da una parte di restituire monumentalità a 'U Pignu' e, dall'altra, di portare avanti il mio impegno per recuperare le periferie". Per realizzare l'opera servono una serie di autorizzazioni e permessi a cui alcune associazioni del territorio stanno lavorando ma serve anche il sostegno economico di tutti. 

Vaccaro vive a Biella da 5 anni ma è molto legato a Partinico e vuole fare la sua piccola parte per ricordarlo facendo quello che sa fa, dipingere. "Voglio restituire al mio Comune una cartolina, che - prosegue - merita di rimanere indelebile e che difficilmente potrà essere strappata o lasciata in mezzo alla polvere dei nostri cassetti e della nostra memoria". Il suo rapporto con l'albero è profondo. A lui sono legati i ricordi dell'Università. "Si trovava vicino alla fermata dell'autobus, quindi - racconta - un punto cruciale per gli studenti pendolari. Io prendevo l'autobus per andare all'universita proprio lì. In accademia inoltre ho presentato una la tesi sul paesaggio siciliano e - conclude - in alcune illustrazioni 'U Pignu' compare". 

Ieri la Commissione straordinaria ha effettuato un sopralluogo sul posto in compagnia di Francesco Maria Raimondo, esperto botanico e professore ordinario dell'Università degli Studi di Palermo secondo il quale l’albero ha un'età stimata intorno ai due secoli. Il pino inoltre si sarebbe schiantato per disancoraggio dovuto alla marcescenza di buona parte delle radici. "L'amministrazione - spiega la commissione straordinaria in una nota - intende conservare la monumentalità dell’albero attraverso la musealizzazione della parte più significativa del tronco e della ramificazione. L’albero, una volta preparato per la musealizzazione potrebbe, ove possibile, essere ricollocato nelle immediate vicinanze a memoria della sua storicità e della sua presenza nel territorio". "U Pignu" sembra mettere d'accordo tutti: a nessuno avrebbe intenzione di dimenticarlo cancellandone le tracce.


 

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