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Bimbi picchiati e umiliati nella scuola di Partinico, si apre processo contro le 3 maestre

Schiaffi, pizzichi e insulti: le telecamere avrebbero ripreso una scena in cui un'insegnante di sostegno sarebbe arrivata a pestare un alunno con il tacco della scarpa. I fatti risalgono a settembre: 6 bimbi (e i genitori) parte civile. Anche le maestre, tuttora ai domiciliari, presenti in aula

Sono sei i piccoli alunni della scuola “Capitano Polizzi” di Partinico che, assieme ai loro genitori, stamattina si sono costituiti parte civile nel processo contro tre maestre accusate di maltrattamenti. Anche se sarebbero soltanto tre i bambini (di cui uno disabile) che sarebbero stati picchiati ed umiliati dalle insegnanti, il gup Fabrizio Anfuso ha accolto le richieste avanzate anche da altri loro compagni di classe che comunque avrebbero assistito alle presunte vessazioni.

SCHIAFFI E CALCI AI BAMBINI: IL VIDEO

Vita Fuoco, 46 anni, Francesca Orlando, di 62, e Giuseppa Mattina, di 53, hanno scelto di essere processate con il rito abbreviato. Secondo il procuratore aggiunto Salvatore De Luca ed il sostituto Ilaria De Somma, che hanno coordinato le indagini della guardia di finanza, le tre maestre avrebbero usato in classe metodi particolarmente violenti, nonostante avessero di fronte bimbi di appena 6/7 anni. Le telecamere nascoste nella scuola dai finanzieri avrebbero anche ripreso una scena in cui Fuoco, insegnante di sostegno di un piccolo alunno disabile, sarebbe arrivata a pestargli piede e ginocchio con il tacco della scarpa. “Ti faccio piangere”, avrebbe detto al bambino, prima di metterlo in punizione in un angolo per più di un’ora. Sarebbero stati documentati anche schiaffi, pizzichi e insulti ai danni dei bambini: “Oggi vi faccio la faccia tanta”, avrebbe minacciato una delle maestre.

Le insegnanti, dopo la denuncia di alcuni genitori che avevano notato il malessere dei loro figli al ritorno da scuola, erano finite agli arresti domiciliari lo scorso 28 settembre. Sono tuttora detenute, ma stamattina erano presenti in aula. Il giudice ha respinto la richiesta di citare il ministero dell’Istruzione come responsabile civile per eventuali danni da risarcire, proprio perché il processo si svolge in abbreviato. Alla prossima udienza si terrà la requisitoria del pubblico ministero.

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