Partinico, infermiere pestato al pronto soccorso: la nota della Fsi-Usae

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Altro caso di aggressione all’interno degli ospedali siciliani. E’ successo al Pronto soccorso del Civico di Partinico. Sabato sera, infatti, un uomo è andato in escandescenza ed ha aggredito violentemente un infermiere colpendolo ripetutamente al volto procurandogli una frattura scomposta allo zigomo e un'altra all'osso temporale, con una prognosi di trenta giorni. E' la notte del 26 novembre quando un paziente non intende aspettare di fare tre prelievi, uno ogni tre ore, come prevede il protocollo nei casi di un presunto cardiopalmo, è andato su tutte le furie e si è scagliato contro l'infermiere ed ha cominciato a colpirlo e le gravi ferite riportate hanno reso necessario il trasferimento all’ospedale Villa Sofia.

“Esprimiamo la massima solidarietà al collega aggredito al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Partinico il 26 novembre, e a tutti i colleghi, più volte coinvolti in questi ultimi anni in fenomeni di aggressioni da parte dell’utenza, nei pronto soccorso, al 118 e nelle psichiatrie, che rischiano spesso la loro incolumità personale per garantire il bene della salute pubblica. Tale vile atto va ad aggiungersi ad altri episodi di violenza negli ospedali italiani a cui, purtroppo, non segue un provvedimento ministeriale adeguato a fronteggiarli”. Sono queste le parole di Calogero Coniglio, coordinatore nazionale Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti e coordinatore regionale Usae Sicilia, Unione Sindacati Autonomi Europei, dopo l’aggressione di un infermiere del Pronto Soccorso del Civico di Partinico. L’uomo è stato arrestato dagli agenti di polizia e dai Carabinieri accorsi subito sul luogo.

“E’ l’ennesimo caso, però, di una lunga serie di aggressioni nei pronto soccorso denunciati dalla Fsi-Usae negli ospedali siciliani, abbiamo stilato un dossier con gli episodi più gravi, una storia, quindi, che si ripete - dichiara Coniglio – questo è un gravissimo caso di inciviltà ed ancora una volta ci ritroviamo a raccontare e denunciare episodi in cui colleghi, armati solo di competenza, serietà e professionalità, si scontrano con l’arroganza e la prepotenza di chi conosce solo il linguaggio della violenza”. 

“La nostra organizzazione sindacale in relazione alla aggressioni ospedaliere e alla carenza infermieristica– continua Coniglio – e del personale delle 22 professioni sanitarie, è da 8 anni che lotta. Ha esposto il fenomeno dell’aumento delle aggressioni ospedaliere e la carenza di personale nelle denunce presentate alle 9 Procure siciliane, alle Prefetture, ai sindaci, ha presentato sulle aggressioni e la carenza di personale, quest’ultima anche causa di lunghe lista d’attesa che alimentano le aggressioni, 2 interrogazioni parlamentari alla Camera e al Senato ai Ministri Lorenzin e Alfano, e in audizione in VI commissione regionale sanità all’ARS, continueremo a chiedere alle aziende, ai Prefetti, ai Questori ed gli enti di competenza che si adottino delle misure forti”.

“Il personale negli ospedali siciliani si trova quotidianamente a lavorare in condizioni sempre più difficili, stremati dall’eccessivo carico di lavoro e sempre più spesso vittime di violenze verbali e fisiche – conclude Coniglio - e la nostra organizzazione sindacale si batte nei dicasteri competenti contro i tagli alla sanità che minacciano la salute e il diritto alle cure dei quali la Fsi-Usae si è sempre e sempre si porrà a difesa dei cittadini e degli operatori sanitari”.

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