Cronaca Calatafimi / Corso Pietro Pisani

I bambini rivogliono il Parco Cassarà: "Perché chiudere le nostre emozioni?"

Un corteo delle scuole è stato organizzato dalla Quarta circoscrizione. Alunni e insegnanti hanno sfilato da piazza Turba all'ingresso dell'area verde tra slogan, striscioni e palloncini. I consiglieri: "Se non lo riaprono faremo proteste più forti"

Un momento del corteo - foto Rosaura Bonfardino

"Mi pareva troppo bello". "Perché chiudere le nostre emozioni?". Sono solo alcuni dei cartelli scritti dai bambini che questa mattina hanno partecipato alla manifestazione per sensibilizzare alla riapertura del Parco Cassarà. Un'iniziativa organizzata dalla Quarta circoscrizione, fortemente voluta dal primo firmatario Giuseppe Di Vincenti, alla vigilia dei lavori di rimozione delle polveri di amianto presenti in alcune zone dell'area verde. 

"Siamo qui, siamo qua per riaprire il Cassarà". E' l'urlo unanime di alunni e insegnanti che hanno sfilato tra striscioni, slogan e palloncini da piazza Turba all'ingresso del polmone verde. Ad aderire alla protesta le scuole Gramsci, Ettore Arculeo, Ragusa Moleti, Pestalozzi/Cavour, Vittorio Emanuele III, Lombardo Radice, Mazzini e il liceo artistico Otama Kiyohara". "Riteniamo fondamentale - dicono Silvio Moncada, Antonino Abbate e Serena Potenza, presidente, vicepresidente e consigliere di Circoscrizione - sensibilizzare le autorità competenti affinché al termine dei lavori che dureranno al massimo 60 giorni si possa riaprire in sicurezza anche parzialmente l'area bonificata.

"Una zona che - fanno sapere i consiglieri - comprende il parco giochi, la pista di pattinaggio, la villa Forni e l'area attrezzata per il fitness". "Questo - aggiungono i consiglieri Guglielmo Ruggiero e Luca Reina - era un importante punto di ritrovo per bambini e ragazzi. Quella di oggi più che una protesta vuole essere un atto di sensibilizzazione per ridare alla circoscrizione e all'intera città un luogo di condivisione e socializzazione". "I ragazzi vogliono il Parco. Era - spiegano le insegnanti Ruggieri e Barbera, dell'istituto Gramsci - una risorsa per il quartiere. Dove devono andare questi bambini? Non hanno davvero altri spazi". 

"Vogliamo abbattere il muro della burocrazia - aggiunge il consigliere Antonio Abbonato - che gira intorno al parco. Il Cassarà era chiuso da un anno e non era partito nessun lavoro. Oggi ci sono gli operai ma il parco è circoscritto. Perché allora non aprire le parti sane e sicure?". E alzando i loro striscioni, urlano i piccoli alunni del Ragusa Moleti. "E' il parco più grande della città - dicono a gran voce - non ce lo possono togliere perché non sappiamo più dove andare a giocare". Ma insegnanti e consiglieri promettono che questa sarà l'unica manifestazione. "Noi continueremo a lottare - dicono Abbate e Potenza - perché non si può far cadere un'area simile nel dimenticatoio. Se le cose non cambieranno daremo vita anche a proteste più forti". 

LA NOTA DEL COMUNE - L'Amministrazione comunale - si legge in una nota - si è adoperata in modo tempestivo, sin dalla chiusura del Parco Cassarà e ha attuato quanto consentito dalla legge per permetterne la riapertura nel più breve tempo possibile. Ha già, infatti, in via d'urgenza, aggiudicato i lavori di rimozione dell'amianto. Ad oggi, l'impresa esecutrice ha presentato il piano di lavoro all'Asp e attende il rilascio del parere che, generalmente, viene reso entro 10 giorni. Superata questa fase, e comunque entro il 15 giugno, inizieranno i lavori di rimozione del cemento-amianto che, come previsto dal contratto, avranno una durata massima di 60 giorni".

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