Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

Le nuove tecnologie al servizio del passato: un Qr code per seguire gli scavi archeologici a Solunto

Nel sito sta per concludersi la prima tranche di attività svolta in collaborazione con il dipartimento Culture e Società dell’Università. Il codice darà anche la possibilità di interagire con gli operatori direttamente sul campo

Il caldo afoso di questi giorni non ha impedito la prosecuzione delle attività di ricerca nell’area di Solunto – prezioso sito del parco archeologico di Himera, Solunto e Monte Iato, dove sta per concludersi la prima tranche di attività svolta in collaborazione con il dipartimento Culture e Società dell’Università, con il quale è stato di recente sottoscritto un protocollo di intesa.

“Il rinascimento dell’archeologia siciliana, che abbiamo voluto definire come primavera dell’archeologia – evidenzia l’assessore dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, Alberto Samonà – ha rimesso in moto le attività di studio nei siti del parco archeologico di Himera, da qualche tempo un po’ troppo impolverati. Si tratta della ripresa di un percorso di ricerca grazie al quale, sono certo, si riuscirà a riportare l’attenzione su tre preziosi ambiti territoriali della provincia di Palermo con un recupero in termini di visitatori e interesse”.

In campo ci sono giovani tesisti, ricercatori ed esperti che stanno indagando diversi luoghi e temi; oggetto di approfondimento l’edilizia domestica ellenistico-romana della Sicilia, con un focus sulla “Domus delle Maschere” (isolato 11) in raccordo con le porzioni a valle e Nord (rispettivamente “laboratori artigiani” nell’isolato 11; “Edificio sacro a labirinto” e “Cisterna in muratura”) nonché lo studio dei reperti provenienti da questa abitazione.

Altri due importanti interventi di scavo archeologico, coordinati dalla professoressa Elisa Chiara Portale e dai professori Gilberto Montali e Massimo Limoncelli, si stanno effettuando nell’area dei bagni nord e nell'area del santuario. Gli interventi nell’area dei bagni nord, presso l’agorà, sono supervisionati da Giovanni Polizzi, incaricato dell’attività didattica laboratoriale che partecipa con i risultati della propria attività a completare il più ampio lavoro dedicato alle strutture idriche e igieniche del sito. Relativamente a questa attività sono state effettuate la pulizia archeologica, le verifiche stratigrafiche in alcuni punti nodali ai fini dell’interpretazione, la documentazione e la restituzione del complesso.

Nell'area del santuario, invece, dove ancora oggi lo stato di conoscenza è approssimativo, è stato necessario effettuare alcuni saggi di verifica finalizzati alla comprensione della sostanza architettonica e alla verifica delle relazioni topografiche e stratigrafiche; attività tutte che confluiranno nel lavoro in corso di rilievo, documentazione ed elaborazione digitale per la ricostruzione virtuale, opera di Massimo Limoncelli.

Intanto, grazie al lavoro di studenti e ricercatori sono state riportate in luce alcune interessanti strutture relative sia al tempio a cella unica (saggio A) che al tempio con due sacelli (piccoli recinti con un altare ndr) (saggio C), in asse con il teatro. Davanti al tempio a cella unica sono stati resi visibili due conci del gradino inferiore della scalinata frontale, alcuni lembi del lastricato e due interessantissimi basi quadrate, circa 88 cm per lato che si ipotizza possano essere state probabili basi per altari (o per betili/obelischi).

Nell'area del tempio a due sacelli, invece, è stato riportato in luce un concio che appartiene a una struttura precedente, forse una delle poche testimonianze dell'impianto originario della città.

Questa prima tornata di scavi si concluderà venerdì 2 luglio 2021 e i risultati saranno resi visibili attraverso un QR-code che darà anche la possibilità di interagire con gli operatori direttamente sul campo. Un modo, questo, di rendere più attraente il parco.

“Durante gli scavi abbiamo ricevuto con molto interesse la visita di Nunzio Allegro, che ha visitato l’area degli scavi, arricchendo l’esperienza delle sue preziose riflessioni. L’esperienza – evidenzia Stefano Zangara, direttore del parco – è stata ricca di nuovi interessanti spunti, ma soprattutto ha dato ai giovani studiosi presenti, occasione di misurarsi con un appassionato cultore dell’archeologia con una grande esperienza maturata a livello internazionale”.

In questo momento tutti i siti del parco archeologico sono interessati da attività di studio e ricerca che vedono sul campo importanti Università italiane e straniere. In particolare nel sito di Himera opera l’Unibas - Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici con sede a Matera – che sta effettuando analisi, rilievo e studio dell’Isolato II, Quartiere Nord bl.2 e bl.4 Zona II attraverso una tesi di specializzazione. Test geofisici non invasivi da drone sono in corso, invece, nell’area bassa e alta del parco archeologico di Himera, nell'ambito della Convenzione con il DiSTeM – Dipartimento di Scienze della terra e del Mare dell’Università di Palermo.

Lo studio della ceramica comune del Piano del Tamburino interesserà dal 17 luglio al 1 agosto l’Institut für Archäologische Wissenschaften dell’Università di Berna attraverso il progetto Post-Doc “Ceramica comune”. Lo stesso istituto realizerà un Workshop all'Antiquarium sullo studio dei materiali provenienti da strati di distruzione del Piano del Tamburino.

A Monte Iato opera l’Institut für Archäologie, Fachbereich Klassische Archäologie dell’Università di Zurigo con scavi sulla terrazza al di sopra del quartiere est, dove si trova il grande edificio pubblico (probabilmente ginnasio), e con saggi e puliture nella Zona dell’Agorà, ai lati del teatro e nel quartiere ovest. da fine luglio a metà ottobre 2021 sono previsti, inoltre, anche piccoli interventi di restauro e studio dei materiali provenienti dagli scavi.

Intanto al Castello Beccadelli di Marineo, sede del Museo archeologico della Valle dell'Eleuterio, anche questo nella gestione del parco archeologico di imera, si sta svolgedo un lavoro di approfondimento per una tesi assegnata dall’Università degli studi La Sapienza di Roma, che indaga il materiale proveniente dalla Necropoli di Sant'Agata (Pa) oggi custodito nei magazzini dell'Antiquarium di Himera e al Museo archeologico della Valle dell'Eleuterio di Marineo.
 

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