Il Papa a Brancaccio: Francesco nelle strade dove Puglisi seminava il bene

Ad accogliere il Pontefice, in piazzetta Anita Garibaldi, i volontari del centro Padre Nostro, fondato dal prete ucciso dalla mafia 25 anni fa. Sui balconi della palazzina dove il parroco abitava sventolano lenzuoli bianchi. Centinaia di fedeli gridano "Francesco, Francesco"

Papa Francesco alla scoperta dei luoghi di padre Pino Puglisi a Brancaccio. Ad accoglierlo in piazzetta Anita Garibaldi (da oggi piazzetta Beato Puglisi ndr), luogo dove 25 anni fa il sacerdote è stato ucciso (che prenderà il suo nome), Gaetano e Franco Puglisi, fratelli del Beato, le loro mogli e i volontari del centro Padre Nostro, fondato da Puglisi. Sui balconi della palazzina di quattro piani dove il parroco abitava sventolano lenzuoli bianchi. Su uno campeggia la scritta: “Grazie Francesco per l’omaggio fatto al nostro coraggioso testimone delle verità del Vangelo Pino Puglisi”.

Centinaia di fedeli, dietro le transenne, hanno applaudito al grido "Francesco, Francesco". Sceso dall'auto, una Golf di colore blu, il Santo Padre si è avvicinato a una ragazza disabile che gli ha regalato un cuscino di rose rosse e, dopo averle benedette le ha deposte nel piazzale antistante la casa in cui Padre Puglisi viveva e si è fermato in preghiera davanti al medaglione di bronzo con scritto "Josef Puglisi Martirus", collocato dove il prete è caduto dopo essere stato colpito a morte da Giuseppe Grigoli, boss della mafia. 

Il Papa ha poi visitato la casa museo dedicata a don Pino, accompagnato dall'arcivescovo Corrado Lorefice. Francesco ha benedetto i progetti realizzati dal Centro per la costruzione di una piazza e di un asilo nido nel quartiere e lasciato un messaggio nel quaderno della Casa museo Padre Puglisi: "Che l'esempio di don Pino faccia nascere tante vocazioni". Francesco Puglisi, 72 anni, il fratello minore di don Pino, ha consegnato al Papa il libro che raccoglie le testimonianze dei familiari sul sacerdote, scritto da Fulvio Scaglione. Il Santo Padre si è, infine,  diretto in Cattedrale per l'incontro con il clero, i religiosi e i seminaristi, ma anche per visitare la tomba del beato, martire della mafia, di cui oggi ricorre la memoria liturgica e il 25esimo anniversario della morte. 

"La presenza del Papa a Brancaccio - commenta il sindaco Orlando - è anche il simbolo del cambiamento di questo quartiere e di questa città, avvenuto purtroppo anche per il sacrificio e al martirio di fede di Don Pino, insieme al sacrificio e al martirio laico di tanti uomini e donne dello Stato e semplici cittadini. Papa Francesco ci ha ricordato l'importanza di quella testimonianza di fede e di quell'armonia, in un tempo in cui troppa violenza si compie contro gli ultimi, contro chi soffre e chi fugge da violenza e miseria. Le parole di Papa Francesco oggi sono anche state un monito che ci ricorda come la mafia è ancora presente, ma che gli uomini e le donne di mafia hanno la possibilità di pentirsi, di cambiare, scegliere la cultura della vita proprio perché oggi la mafia non ha più nè il governo della città nè il controllo sulle persone. Grazie per averci ricordato del bisogno di uomini e donne d'amore e non d'onore. Grazie per aver dato a Palermo forza e speranza per il cambiamento. Grazie anche a Don Corrado, che con le sue parole ha confermato essere guida non solo per i cattolici ma per tutti gli uomini e donne di buona volontà, rappresentando il meglio della nostra cultura, fatta di solidarietà, accoglienza e rispetto per tutti. Grazie per aver ricordato a tutti che oggi a Palermo sono in tanti a seguire le orme di Don Pino Puglisi, anche fra i non cristiani".
 

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