Papa Francesco contro i mafiosi: "Non possono dirsi cristiani, portano morte"

La condanna è stata pronunciata dal Santo Padre nel corso dell'udienza generale: "Di cristiano non hanno nulla". Già nel 2014 il Pontefice aveva detto a chiare lettere che i mafiosi andavano scomunicati

Papa Francesco

"Ci sono i cristiani finti: quelli che dicono 'Gesù è risorto', 'io sono stato giustificato da Gesù', sono nella vita nuova, ma vivo una vita corrotta. E questi cristiani finti finiranno male. Il cristiano, ripeto, è peccatore – tutti lo siamo, io lo sono – ma abbiamo la sicurezza che quando chiediamo perdono il Signore ci perdona. Il corrotto fa finta di essere una persona onorevole, ma, alla fine nel suo cuore c’è la putredine. Una vita nuova ci dà Gesù. Il cristiano non può vivere con la morte nell’anima, neanche essere causa di morte. Pensiamo – per non andare lontano – pensiamo a casa, pensiamo ai cosiddetti 'cristiani mafiosi'. Ma questi di cristiano non hanno nulla: si dicono cristiani, ma portano la morte nell’anima e agli altri. Preghiamo per loro, perché il Signore tocchi la loro anima". Sono le parole pronunciate da Papa Francesco nel corso dell'udienza generale di ieri. .

"Un cristiano - ha proseguito Bergoglio - se veramente si lascia lavare da Cristo, se veramente si lascia spogliare da Lui dell'uomo vecchio per camminare in una vita nuova, pur rimanendo peccatore, non può più essere corrotto; non può più vivere con la morte nell'anima, e neanche essere causa di morte. Il prossimo, soprattutto il più piccolo e il più sofferente, diventa il volto concreto a cui donare l'amore che Gesù ha donato a noi. E il mondo diventa lo spazio della nostra nuova vita da risorti".

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Una dura invettiva, che si colloca nel solco di quanto già pronunciato a chiare lettere nel 2014: "Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati”. Parole che non erano nel testo preparato, ma che Bergoglio pronunciò a braccio andando ben oltre il duro attacco contro la mafia che Giovanni Paolo II pronunciò nel 1993 ad Agrigento, un anno dopo le stragi di Capaci e di via D'Amelio.

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