Disordini durante Palmese-Palermo: scatta il Daspo per 14 tifosi rosanero

I fatti fanno riferimento ai disordini avvenuti lo scorso 17 novembre allo stadio comunale Lo Presti. Undici dei 14 provvedimenti sono stati emessi per la durata di dieci anni poiché riguardavano persone recidive

Disordini durante Palmese-Palermo

Mentre il Palermo pareggiava contro l'ultima in classifica, sugli spalti succedeva di tutto. Adesso, a distanza di sette mesi, il questore di Reggio Calabria ha emesso 14 provvedimenti di Daspo nei confronti di altrettanti tifosi rosanero. I fatti fanno riferimento ai disordini avvenuti lo scorso 17 novembre allo stadio comunale Lo Presti di Palmi durante il match col Palermo (finito 0-0) valevole per il girone I del campionato Dilettanti.

Quella che inizialmente era stata “archiviata” come una lite fra supporter stessi del club rosanero, per la questura di Reggio Calabria invece avrebbe assunto dei contorni diversi. "I tifosi palermitani - spiegano dalla questura reggina - tra la fine del primo tempo e l’inizio del secondo si sono resi responsabili di una violenta aggressione ai danni dei supporters della Palmese, e soltanto il pronto intervento delle forze dell’ordine che, non senza difficoltà, si sono frapposti tra i due gruppi, ha evitato gravi conseguenze".

Dalla polizia di Reggio Calabria spiegano: "In quell'occasione è stato particolarmente significativo il contributo della polizia scientifica. Grazie al  materiale fotografico e video raccolto, è stato possibile ricostruire perfettamente la dinamica degli eventi, individuare le condotte dei tifosi palermitani e tutti gli elementi utili alla loro identificazione, realizzata con la collaborazione della questura di Palermo".

Sono così scattati i 14 Daspo che costringeranno i destinatari all'obbligo di presentazione presso la questura di Palermo mezz’ora dopo l’inizio del primo tempo e mezz’ora dopo l’inizio del secondo tempo di ogni partita del club rosanero in casa e fuori casa. Tre dei 14 provvedimenti sono stati emessi per la durata di cinque anni, altri 11 invece per la durata di dieci anni poiché riguardavano persone recidive.

"Il provvedimento di oggi - concludono dalla questura - costituisce la riprova della costante presenza e dell'attenta vigilanza che la polizia di Stato presta per tutte le manifestazioni calcistiche, comprese quelle che, sebbene richiamino un pubblico numericamente inferiore rispetto alle serie professionistiche, sono caratterizzate da uguale profilo di delicatezza dal punto di vista dell’ordine e della sicurezza pubblica". 
 

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