Palermo, una città allo sbando

Dalle cinquecento bare accatastate da mesi al cimitero dei Rotoli ai quintali di rifiuti che si trovano sparsi per le strade di Palermo, passando per le "bizzarre" piste ciclabili e per il verde dimenticato. E intanto lunedì si discute la mozione di sfiducia a Orlando...

Siamo agli sgoccioli di una strana estate. Ma Palermo sembra che stia attraversando uno degli inverni peggiori degli ultimi anni. E non da un punto di vista climatico. Orlando è al punto più basso della sua sindacatura. Lunedì in Consiglio si discuterà la mozione di sfiducia, l'intento è farlo decadere. Servirà il voto favorevole di 24 consiglieri. Nel frattempo - e lo diciamo senza paura di essere smentiti dai fatti - Palermo è una città allo sbando. Dalle cinquecento bare accatastate da mesi al cimitero dei Rotoli ai quintali di rifiuti che si trovano sparsi per le strade di Palermo, passando per le "bizzarre" piste ciclabili e per il verde dimenticato (la potatura degli alberi in certe zone non si esegue da anni). Senza scordare il Centro ormai da mesi cantiere aperto e le decine di buche che spuntano come funghi sull'asfalto. 

L'emergenza Coronavirus ha accentuato, non causato, una situazione che già era difficile prima del lockdown. Sentiamo ripetere da chi amministra che si sta lavorando per una Palermo migliore nel futuro. Al pari delle grandi "città europee". Al momento è solo un inferno. Chiariamo: lunedì la mozione difficilmente passerà e Orlando (ai minimi storici di gradimento) si rafforzerà e ricompatterà la maggioranza. Ma ciò che succede fuori da Palazzo delle Aquile è sotto gli occhi di tutti. 

Emergenza (l'ennesima) rifiuti

Secondo i canoni del giornalismo non dovrebbe essere una notizia. Perché è una cosa che si ripete ciclicamente. Ma quando non sarà più notizia, diventerà una sconfitta per la città. Perché vuole dire che ci saremmo arresi al fatto di vivere in una città sporca. Quella dei rifiuti è una delle emergenze più importanti che sta vivendo Palermo in questo momento. La redazione di PalermoToday riceve ogni giorno decine di segnalazioni. Non c'è quartiere dove non ci sia una discarica. Anche in centro. Negli ultimi anni abbiamo assistito ai più disparati proclami: dalle telecamere alle ronde dei vigili. Progetti tutti miseramente falliti. Perché estemporanei e pensati "di pancia". Il risultato è che Palermo resta "n'grasciata". Se poi accade che alla Rap si accenda un piccolo focolaio Covid ecco che la frittata è fatta. Eppure, non era impossibile pensare che potesse accadere...

Cimiteri, tutto a Rotoli

Il 18 luglio, dopo le dimissioni dell'assessore ai cimiteri D'Agostino, Orlando annunciava di aver firmato un'ordinanza con la quale si sarebbe superata l'emergenza. L'obiettivo era quello di dare una sistemazione alle oltre 500 bare accatastate in deposito, ma anche sui viali del camposanto, in attesa di una sepoltura. Ebbene, l'obiettivo dopo un mese era quello di averne 101 in meno: fallito. Dopo 12 settimane l'emergenza sarebbe dovuta essere solo un ricordo. Siamo all'11 settembre: le salme sono ancora lì. Più di prima. Con le immagini strazianti delle bare che galleggiavano durante l'alluvione del 15 luglio. Non solo la perdita del proprio caro. I familiari hanno dovuto subire anche questo. Vergogna. 

Isole pedonali e piste ciclabili: poche idee ma confuse

La premessa è d'obbligo: l'idea di una Palermo che pedala e con sempre meno auto ci piace parecchio. Basta che non si vogliano cambiare le abitudini dei palermitani con diktat dall'alto senza alcuna programmazione. E invece proprio la "mancata programmazione" sembra essere alla base dei tanti fallimenti nella gestione dei servizi comunali. Prendiamo un esempio recente. Il 18 luglio Palazzo delle Aquile rende noto - come fosse stato un successo storico - il salto del "tappo" di via Palinuro, a Mondello. Che tipo di successo ci si veda ad aver aperto una strada dopo anni di lavori non lo capiamo. Ma tant'è. Contemporaneamente si annuncia in pompa magna che il lungomare verrà trasformato in una maxi isola pedonale entro fine luglio. Il 30 luglio Orlando va in via Palinuro e stavolta sicuro afferma: dal primo settembre (ma non era entro luglio?) via all'isola pedonale. Siamo a giorno 11: l'isola - come cantava Bennato - non c'è. 

Invece uno dei trend topic di questi giorni sono le nuove piste ciclabili che si stanno realizzando in città. L'immagine simbolo che viene condivisa sui social è la corsia a zigzag realizzata in piazza Unità d'Italia a causa delle radici degli alberi. Tutto secondo copione: al posto di risolvere il problema, lo si cerca di aggirare. L'assessore alla Mobilità Giusto Catania - fedelissimo del Sindaco - ha storto il naso dicendo: "Non criticate un'opera quando ancora non è stata completata". Ok, vogliamo accontentarlo. Ma ci consenta una cosa: quelle auto posteggiate in mezzo alla carregiata...

Coronavirus, quei dati mai arrivati

Questo è un punto su cui PalermoToday ha battuto parecchio. E continua a chiedersi: perché a sei mesi dall'inizio della pandemia il Comune non riesce a dare alla cittadinanza un quadro della situazione? Il sindaco è l'autorità sanitaria locale. Avrebbe il diritto di avere, e il dovere di diffondere, i numeri sui contagi in città. E invece dobbiamo accontentarci dei dati provinciali. Quando in città come Roma (non certo un paesino di mille abitanti) si hanno perfino i dati per Municipi (che sarebbero le nostre circoscrizioni). Ok, l'emergenza è gestita dalla Regione. Sappiamo che in privato il Sindaco li ha richiesti più volte, ma è sempre stato ignorato. Però se abbiamo sentito spesso Orlando attaccare Musumeci su questioni quali la gestione dei migranti, mai il Sindaco ha speso pubblicamente una parola su quest'argomento. Eppure il Covid c'è ed è arrivato prepotente anche a Palermo. 

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