Cronaca

Cassarà, Antiochia, Costa: 6 agosto, data marchiata col sangue

Palermo ricorda i "suoi" morti in via Cavour e davanti alla Questura. Il presidente del Senato, Pietro Grasso: "Non dimentichiamoli, i loro nomi sono per noi tutti esempio di mirabile attaccamento ai valori quotidiani della giustizia"

Gaetano Costa, Ninni Cassarà, Roberto Antiochia. Palermo si ritrova in silenzio. E si ammutolisce, si interroga davanti ai suoi morti. Una data marchiata col sangue. Nelle estati di piombo che furono, i sei agosto sono due: nel 1980 l'omicidio del giudice Costa, morto alle 5 del pomeriggio sul marciapiede di via Cavour mentre stava passeggiando da solo. Cinque anni dopo, i kalashnikov della mafia si spostarono in via Croce Rossa per uccidere il vicequestore Cassarà e l'agente Antiochia, alle nove del mattino. Croci, commemorazioni, anniversari. E anche oggi sono arrivati in tanti a Palermo per ricordare il loro sacrificio.

C'era anche il sindaco Leoluca Orlando, diversi magistrati e i vertici delle forze dell'ordine, per omaggiare Costa. In via Cavour, alla presenza del capo della polizia Alessandro Pansa, è stata deposta una corona di fiori. “Oggi esprimo il mio commosso ricordo di Gaetano Costa – sono le parole di Orlando - magistrato quotidianamente impegnato per la legalità e contro la mafia, vittima di un tempo di convivenze e complicità dentro i Palazzi". Significativo l’aggancio all’attualità del presidente della corte d'appello di Palermo, Vincenzo Oliveri: "Questo è un giorno simbolo. Sono tre le commemorazioni che oggi dobbiamo ricordare, nel mezzo di un'estate particolare, in cui è tornato il clima di massima allerta attorno ad alcuni magistrati particolarmente esposti nelle indagini”.

Il giudice e i poliziotti. Poco prima Palermo aveva reso omaggio a Ninni Cassara e Roberto Antiochia nell'atrio della Squadra Mobile. Il raccoglimento davanti alla lapide in memoria dei caduti di polizia. Poi le parole del presidente del Senato, Pietro Grasso: “Desidero rinnovarne la memoria e ricordarne il sacrificio. I loro nomi sono per noi tutti esempio di mirabile attaccamento ai valori quotidiani della giustizia e del lavoro, pagati con il prezzo estremo della vita. Ai familiari rinnovo la mia commossa vicinanza. Agli uomini della polizia, che hanno saputo sapientemente proseguire nel cammino tracciato da Ninni Cassarà e Roberto Antiochia, va la mia più sincera gratitudine".

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