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Lunedì, 17 Giugno 2024
Le reazioni

Palermo esclusa da Euro 2032, è scontro politico e Lagalla attacca: "Altre 5 città non hanno i requisiti"

Numerosi gli interventi di consiglieri comunali e deputati regionali. C'è chi storce il naso di fronte alla decisione della Figc, chi invece contesta l'operato delle amministrazioni. Il sindaco: "La città è in ritardo con gli impianti sportivi, ma c'era il tempo per rimediare". Schifani: "Avviata interlocuzione con Gravina"

Petizioni, richieste di audizioni, reazioni indignate e anche uno scontro politico in atto. A ormai 24 ore dall'annuncio dell'esclusione di Palermo dalle città candidate a ospitare gli Europei di calcio 2032, si susseguono i comunicati di consiglieri comunali e deputati regionali furiosi per la scelta della Figc. Da un lato c'è chi insorge proprio contro la Federazione calcistica, guidata da Gabriele Gravina, che tra l'altro è anche vicepresidente dell'Uefa, dall'altro c'è chi storce il naso sull'operato dell'amministrazione comunale, nonché di quella regionale. E dopo la raffica di dichiarazioni, arrivano anche le parole dei massimi rappresentanti istituzionali coinvolti nella vicenda, il presidente della Regione Renato Schifani e il sindaco Roberto Lagalla, rimasti in un primo momento in silenzio.

Schifani: "Avviata interlocuzione con Gravina"

Il governatore fa sapere di aver avviato un'interlocuzione con Gravina: "Esprimo cauta fiducia su una possibile soluzione a medio termine. Ho riscontrato la disponibilità del presidente e della Federazione ad esaminare con attenzione l’intera vicenda e mi auguro che la città di Palermo possa rientrare tra le prescelte". C'è da capire in che modo il capoluogo siciliano, inserito come riserva nella candidatura, possa essere ripescato dato che il dossier finale all'Uefa è ormai stato consegnato e l'organismo europeo il 10 ottobre deciderà se assegnare il torneo del 2032 all'Italia o alla Turchia.

Lagalla: "Almeno altre 5 sedi non hanno i requisiti richiesti"

Ci proverà anche il sindaco Lagalla: "Ho chiesto di incontrare il ministro per lo Sport Andrea Abodi e ringrazio il presidente Schifani per la sua disponibilità ad assumere contatti con il presidente della Figc Gabriele Gravina che io avevo personalmente sentito nei giorni scorsi". Lagalla si dice sorpreso e dispiaciuto per "l’estemporanea decisione che esclude Palermo e la Sicilia da una manifestazione calcistica internazionale, penalizzando oltre 5 milioni di cittadini e concentrando prevalentemente l’evento nell’area centro-settentrionale del Paese".

Il sindaco ammette che "la città di Palermo è certamente in ritardo rispetto al processo di ottimizzazione e potenziamento degli impianti sportivi ma il dossier presentato offre sufficienti garanzie di adeguato rafforzamento delle necessarie infrastrutture nell’arco di quasi dieci anni intercorrente da qui all’avvio degli Europei. Questo solo argomento vale a fornire legittime perplessità sulle motivazioni della scelta, anche in considerazione delle circostanze che, nel passato, la città di Palermo si è sempre fatta trovare pronta in occasione di simili appuntamenti e che, a oggi, almeno cinque tra le sedi prescelte non offrono tutti i requisiti richiesti".

Lo scontro al Comune

Ma secondo alcuni consiglieri comunali, proprio Palazzo d'Orleans e Palazzo delle Aquile non sarebbero esenti da responsabilità per la bocciatura di Palermo da parte della Figc. "Il fatto che, pur trovandoci a nove anni dalla manifestazione, il Barbera non sia in elenco la dice lunga su quello che Comune e Regione sono stati in grado di comunicare in termini di visione a lungo termine sulla valorizzazione dello stadio, delle infrastrutture e del territorio a contorno. Ridurre il tutto a una questione di mancata manutenzione dell'impianto è semplicemente una scusa rispetto all'assenza di idea di futuro e alla incapacità di fornire risposte adeguate alle richieste della Figc", dichiarano il vice presidente della Commissione Sport Giuseppe Miceli e i consiglieri Antonino Randazzo e Concetta Amella, tutti del M5S.

Dichiarazioni che fanno il paio con quelle della consigliera Mariangela Di Gangi (Progetto per Palermo): "Dando per scontato che la Figc abbia fatto una attenta e scrupolosa valutazione tecnica, è evidente che se il fallimento e la ripartenza dalla serie D hanno rappresentato da un nuovo inizio pieno di orgoglio e luce dal punto di vista sportivo, la bocciatura di oggi conferma che quel fallimento continua a pesare dal punto di vista della gestione strutturale dello stadio":

Parole alle quali ha replicato Lagalla nella lunga nota in cui ha commentato l'esclusione di Palermo: "Ancora una volta deludono il comportamento e le dichiarazioni di alcuni consiglieri comunali che, invece di associarsi alla legittima protesta dei delusi tifosi siciliani, addebitano all’attuale amministrazione comunale inesistenti responsabilità anche in considerazione della oggettiva e indubitabile circostanza anche in evidente spregio della verità, avendo proprio loro fatto parte di una maggioranza che ha governato fino a dieci mesi fa, senza nulla realizzare e prevedere in materia di politica dello sport"

Per quanto riguarda la maggioranza, invece, Domenico Bonanno (Dc Nuova) lancia una raccolta firme per chiedere alle istituzioni di intervenire "affinché Palermo non venga esclusa dalle 10 città ospitanti gli Europei di calcio del 2032". Mentre per il vice presidente vicario del Consiglio comunale Giuseppe Mancuso "è doveroso da parte delle istituzioni pretendere urgenti chiarimenti da parte della Figc".

La Vardera chiede un'audizione

E anche in ambito regionale, la politica si divide in due schieramenti. C'è per esempio Ismaele La Vardera (Sud chiama Nord) che ha chiesto l'audizione in quinta commissione dell'Ars del sindaco Lagalla, dell'assessore comunale allo Sport Sabrina Figuccia e di quello regionale Elvira Amata. "È incredibile - dice il deputato regionale - pensare che lo stadio della quinta città d’Italia non abbia un impianto all’altezza e venga ritenuto inadeguato. È una sconfitta per tutta la politica e per lo sport in genere". Mentre il parlamentare regionale di Forza Italia Riccardo Gennuso, pretende "urgenti chiarimenti da parte della Federazione che dovrà spiegare quali criteri siano stati adottati per questa scelta".

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