Sabato, 20 Luglio 2024
La storia

Appello da Frosinone: "Qui amiamo Renzo Barbera, basta rivalità con Palermo"

Una pagina Facebook di tifosi della squadra ciociara ricorda un aneddoto che vide coinvolto il Presidentissimo durante la Seconda guerra mondiale e posta la foto di una targa affissa in una chiesa

I tifosi del Palermo non hanno ancora dimenticato il lancio dei palloni in campo dalla panchina e la sconfitta nella finale playoff per la promozione in Serie A del 2018. Ma dalla Ciociaria arriva un appello social a ristabilire buoni rapporti attraverso una storia che riguarda Renzo Barbera, il Presidentissimo morto nel 2002, che dà il nome allo stadio di viale del Fante dove oggi la squadra di Corini sfida la capolista guidata da Fabio Grosso.

La pagina non ufficiale "Frosinone Calcio OFC" infatti nei giorni scorsi ha rispolverato una vicenda che risale al periodo della Seconda guerra mondiale che vede come protagonista proprio l'allora giovane Renzo Barbera, postando anche una foto del figlio Giuseppe Barbera che ritrae una targa affissa in una chiesa. "Scriviamo questo post - si legge - per dare all’importante sfida di sabato il giusto valore. Perché da 5 anni ormai, nella bella Palermo non si fa altro che ricordare ciò che è accaduto durante la finale playoff, dove ognuno dà la sua versione a seconda del tifo. La cosa certa è che per i rosanero siamo diventati una vera ossessione, un incubo. Tutto questo a noi stufa, perché poi arriva di continuo il commento stupido che associa Frosinone alle pecore (se pensate di offenderci sbagliate, anzi) o frasi idiote dove si paragonano storie e culture dei due territori. Dal nostro fronte, in molti replicano mettendo in relazione la Sicilia e Palermo con la mafia, questo perché la mamma degli scemi è sempre incinta e quindi di continuo eliminiamo quelle risposte".

Ed ecco l'aneddoto che riguarda Renzo Barbera: "Durante la Seconda guerra mondiale, fu catturato e torturato dai tedeschi e rinchiuso prima in un campo di concentramento vicino Sora, poi nelle carceri di Frosinone. Condannato alla fucilazione, fuggì nel corso di un trasferimento buttandosi dal camion, trovò rifugio a Porciano, venendo nascosto in una stalla da alcuni contadini e pastori del luogo (i famosi 'pecorari/burini'). Rimase lì per un anno, sino a quando riuscì a tornare a casa e ripresentarsi ai genitori. Oggi al posto della stalla, c'è un campetto di calcio a lui intitolato. Nel suo studio conservava una cartolina raffigurante una chiesetta di campagna con una lapide commemorativa. La chiesetta è proprio quella di Porciano, in Ciociaria, fatta erigere dalla mamma di Renzo per ringraziare quel contadino che nel 1943 aveva salvato e nascosto il giovane figlio. Quando si parla di Palermo-Frosinone, al di là dei sacrosanti sfottò calcistici, dovremmo parlare più di un palermitano, Renzo Barbera e di quei contadini ciociari, che gli salvarono la vita". E a Porciano, frazione del comune di Ferentino, provincia di Frosinone, oltre al campo sportivo, anche la piazza principale del paese porta il nome dello storico presidente rosanero.

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