Cronaca

La grande fuga: Palermo saluta i palermitani, primo posto nella speciale classifica

La crisi travolge il capoluogo siciliano: la previsione con orizzonte 2050 parla di 152 mila abitanti in meno. La disoccupazione giovanile tocca quota 60%. In calo anche il dato delle imprese: sono i numeri forniti dalla Cisl

Una delle conseguenze della crisi - per gli esperti - è la fuga dalle città. Il dato dello Svimez è impietoso: vede Palermo prima nella classifica delle città più colpite dal fenomeno delle migrazioni dei suoi cittadini. La previsione 2010/2050 è ancora più scoraggiante: -152 mila. Insomma, sono numeri da brividi. La disoccupazione soprattutto giovanile a Palermo, tocca punte allarmanti, se la media nel capoluogo è del 23,16% aumentata nell’ultimo anno di 3 punti percentuali, quella dei giovani sale a quasi il 60%. In calo anche il dato delle imprese: a Palermo sono 77.209, con una riduzione del 2% nell’ultimo anno ma che sia aggiunge al -22% degli ultimi due anni.

Dati che, confermano, secondo la Cisl locale, la mancanza di una reale “programmazione nel breve e nel lungo periodo, responsabilità della politica e delle istituzioni, per non avere guardato allo sviluppo e alla crescita duratura del territorio, per  avere fondato sull'uso clientelare della spesa pubblica il proprio agire quotidiano” ha commentato Daniela De Luca segretario Cisl aprendo i lavori dell’assemblea organizzativa del sindacato “verso le periferie” che si svolge all’hotel La Torre.

Cresce il ricorso agli ammortizzatori. I lavoratori in cig nel 2014 sono stati a Palermo oltre 7 mila (6.832.961 le ore autorizzate di cig in deroga, oltre un milione e 600 mila le ore di cig ordinaria, alto anche il dato della cigs con 6.227.859 ore).  Nel capoluogo siciliano la mobilità ha riguardato 2.455 lavoratori. Negli ultimi quattro anni la crisi nera ha colpito i territori con 46 mila posti persi nel capoluogo siciliano. Non gode di buona salute nemmeno il turismo, flussi in calo a Palermo nel 2014 del 3,1 %.

“Il territorio è in sofferenza – ha ribadito nella sua analisi De Luca - la profonda crisi del settore edile, nel quale sono stati persi 6 mila posti di lavoro a Palermo negli ultimi anni, l'eterna vicenda dei precari del settore pubblico, il commercio che annaspa, colpito dall'abbattimento dei consumi nel territorio che registra i redditi più bassi del Paese. Nessun settore si può dire al riparo”. Bassa la densità imprenditoriale (quote imprese attive su quota popolazione), a Palermo appena lo 0,84. Le imprese sono 77.209 , gli occupati 311.571 (24 per cento tasso di occupazione)

Chiudono negozi storici e grandi centri, faticano gli alberghi. Esempio emblematico è Grande Migliore, l'azienda che ha dichiarato esubero del personale, Mercatone uno chiuso a Carini e tanti altri. Pesa poi la perenne precarietà dei call center, sempre sul filo, per un settore che nel capoluogo occupa oltre 8 mila persone. Fra le vertenze simbolo, il cantiere navale di Palermo, dove si attende ancora la costruzione dei bacino da 80 mila tonnellate per il quale è giunto il via libera dell’Ars all’utilizzo dei 50 milioni di euro di fondi regionali. L’ex Fiat, per la quale i circa mille lavoratori fra indotto ed ex casa torinese, attendono l’esito dell’incontro di domani al Mise sulla solidità del piano Blutec, Ansaldo Breda fuori dal piano di vendita del gruppo.

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