Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Sequestro sui conti del club, Zamparini alza bandiera bianca: "Mai più a Palermo, ho finito"

La reazione del patron rosanero dopo che il provvedimento della guardia di finanza: "Non c’è un euro di imposte non pagate, nulla di tutto ciò. La verità è che non sanno più cosa inventarsi. Giammarva indagato mi addolora". Intanto il presidente si giocherà un’importante partita davanti alla Corte Sportiva

Maurizio Zamparini

“Mai più a Palermo. Io ho finito”. Rassegnato, scoraggiato e infuriato: a distanza di qualche ora dal sequestro nelle casse del club rosanero per una cifra pari a un milione di euro da parte della guardia di finanza su richiesta dei pm, Maurizio Zamparini sbotta completamente e a PalermoToday lascia intendere che potrebbe anche mettere un punto alla sua avventura sulla poltrona del club.

"Hanno negato la richiesta degli arresti domiciliari, hanno rigettato l’istanza di fallimento - dice Zamparini - e ora arriva anche la notizia di un sequestro preventivo sui nostri conti in banca. Non c’è un euro di imposte non pagate, nulla di tutto ciò. Il tempismo poi è pazzesco: se ci sequestrano i soldi che faccio? Non pago gli stipendi e non iscrivo la squadra al campionato? Per quanto mi riguarda ho la coscienza a posto. La verità è che non sanno più cosa inventarsi, senza questo milione però non potrò pagare gli stipendi". 

Nel mirino della procura il triennio 2013-2016, annate che vedono il patron rosanero coinvolto nell’ ambito degli indagati per falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio. Sotto inchiesta anche il figlio di Zamparini, la segretaria e altre cinque persone. Lista in cui adesso figura anche il presidente Giovanni Giammarva, accusato di ‘ostacolo all’esercizio delle funzioni della pubblica autorità di vigilanza’. La parentesi ‘istanza di fallimento’ sembrava soltanto un lontano ricordo ma evidentemente la quiete non era ancora arrivata. “Mi addolora sapere che anche Giammarva sia finito lui nel registro degli indagati - aggiunge l'imprenditore friuliano -. E' un oltraggio vero e proprio per il tipo di persona che è, l’uomo di garanzia che ha seguito tutti gli atti del Palermo e che sono tutti in regola. Sembra quasi una ripicca della Procura nei suo confronti, come a dire che non doveva intromettersi. A Palermo non tornerò mai più. Le rassicurazioni invece che chiederle a me dovrete farvele dare dalla Procura, io – conclude – ho concluso con tutto questo”. 

Sequestro da un milione per Zamparini: indagato Giammarva“

E intanto però quest’oggi il presidente Giammarva si giocherà un’importante partita davanti alla Corte Sportiva d’Appello presieduta da Piero Sandulli per cercare di ribaltare il precedente verdetto del Giudice Sportivo in merito alla finale playoff. Di fronte, ancora una volta, Frosinone e Palermo: da una parte i ciociari che chiedono la revoca delle due gare da disputare a porte chiuse nel prossimo campionato, dall’altra invece il club rosanero che a gran voce reclama lo 0-3 a tavolino per le scorrettezze viste in campo allo Stirpe. Tesi che così come detto dallo stesso Giammarva nei giorni scorsi si è rafforzata ancora di più dopo avere preso visione dei verbali arbitrali che confermano come tutti gli episodi accaduti durante la gara facciano parte di un unico progetto. Ma anche dopo essere venuto a conoscenza dei presunti legame fra l’arbitro La Penna (nelle vesti di avvocato) e la famiglia Stirpe. Argomentazione che Giammarva vorrà senz’altro approfondire davanti alla Corte Sportiva d’Appello chiamata dunque a riesaminare la situazione. 

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