Centro sportivo del Palermo nell'ex campo rom? Il Comune: "No all'utilizzo esclusivo"

Per il vicesindaco Fabio Giambrone è da "escludere qualsiasi uso esclusivo da parte di chiunque". A fine mese nuovo incontro tra la società rosanero, l'amministrazione e la Regione, ma il progetto del presidente Mirri sarebbe in bilico. Contrari anche gli ambientalisti

Il campo rom sgomberato lo scorso anno

C'è una sorta di veto da parte del Comune alla realizzazione del centro sportivo del Palermo nell'area dell'ex campo rom, che sorge all'interno del parco della Favorita. Il vicesindaco Fabio Giambrone chiude infatti le porte a "ad un utilizzo esclusivo" dell'area compresa tra via Case Rocca e viale del Fante, sgomberata lo scorso anno. 

"L'amministrazione comunale - precisa Giambrone in una nota - ha chiarito in diverse sedi e da tempo che considera la fruibilità pubblica e aperta dell'area della Favorita come la priorità per qualsiasi progetto di utilizzo della stessa. Abbiamo da ultimo espresso questa posizione negli incontri avuti con la Regione e con la Ssd Palermo".

Per Giambrone è da "escludere qualsiasi uso esclusivo da parte di chiunque che renda impossibile un utilizzo pubblico". Il Palermo quindi, come suggerisce lo stesso Giambrone, dovrà cercare "una delle tante aree in città che possono prestarsi" a diventare centro sportivo? Di sicuro, al momento, c'è che il club rosanero, il Comune e la Regione (l'ex campo rom rientra nel demanio regionale) si sono aggiornate al 30 gennaio per continuare a discutere. Tuttavia il progetto del presidente Dario Mirri sarebbe in bilico.

A Palazzo delle Aquile non intendono sbilanciarsi: sia perché i pareri vanno dati su un progetto formale sia perché l'area ha dei vincoli stabiliti per legge. Finora non c'è un progetto di livello tale da poter dare pareri compiuti e comunque il Comune aspetterà prima che a pronunciarsi sia la Sovrintendenza. Gli ambientalisti, su questo punto, sono categorici: "La Favorita è una riserva naturale. Il centro sportivo si faccia da un’altra parte. Non sono solo dei campi di calcio: dentro la riserva bisognerebbe costruire spogliatoi, docce, servizi igienici e altre strutture a supporto, quindi altro cemento. E questo non si può fare. E' vietato". A dirlo è Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, che esprime "forte preoccupazione".   

"Il centro sportivo - conclude Zanna - si faccia da un’altra parte, a Boccadifalco ad esempio, dove il Palermo si allena o in un’altra area della periferia della città per riqualificarla e rilanciarla. Mentre, nell’area in questione, si progetti un recupero che tenga in considerazione il suo valore storico e ambientale, riconducendola nell’alveo di quello che è il Parco della Favorita, della sua storia e del suo futuro”. 

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Per Eduardo De Filippis, coordinatore cittadino di Diventerà Bellissima, invece "la realizzazione del centro sportivo del Palermo valorizzerebbe l'area dell'ex campo rom, reduce da anni ed anni di incuria. Tutti noi - sottolinea - siamo a favore della difesa del verde del parco della Favorita, tuttavia non comprendiamo il 'no' aprioristico di Legambiente Sicilia: Comune, Regione e società sportiva, infatti, nel corso del tavolo tecnico stanno proprio esaminando approfonditamente la questione, in modo da trovare la soluzione più idonea anche dal punto di vista normativo e burocratico. Dove era Legambiente Sicilia quando in quell'area venivano bruciati copertoni o installate baracche piene di eternit?".

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