Viadotto crollato sulla Palermo-Agrigento, indagati ex presidente Anas Ciucci e 3 dirigenti

Sono ritenuti responsabili del cedimento del viadotto "Scorciavacche", avvenuto all'inizio del 2015 solo pochi giorni dopo l'inaugurazione. Avrebbero imposto l'apertura anticipata dell'infrastruttura

All'inizio del 2015 il crollo del viadotto 'Scorciavacche' sulla statale Palermo-Agrigento, inaugurato solo pochi giorni prima, ad aprile i primi indagati e adesso la svolta: la Procura di Termini Imerese, guidata da Alfredo Morvillo, ha inviato quattro nuovi avvisi di garanzia. Tra i destinatari del provvedimento Pietro Ciucci, ex presidente dell'Anas, accusato di concorso in concussione. Indagati anche Alfredo Bajo, Stefano Liani e Michele Vigna, all'epoca dei fatti rispettivamente condirettore generale tecnico Anas, direttore centrale nuove costruzioni e vicedirettore Centro Sud Anas.

Devono difendersi dall'accusa di concorso in concussione per "aver imposto a Claudio Bucci, Salvatore Tonti e altri soggetti in servizio in Anas - si legge nel provvedimento - gerarchicamente subordinati e comunque sottoposti alla loro posizione di supremazia, nonché ad altri soggetti che operavano in seno al contraente generale 'Bolognetta' di procedere entro il termine del 23 dicembre 2014 all'apertura anticipata del tratto stradale interessato dai lavori di ammodernamento. Così ottenendo - dicono i magistrati - il raggiungimento di un risultato da sfruttare per mero tornaconto personale, abusando delle loro qualità e dei loro poteri".

I magistrati contestano anche il concorso in falso al direttore dei lavori, Fulvio Giovannini, al project manager Pierfrancesco Paglini, al responsabile del procedimento Claudio Bucci. Falso sarebbe stato il certificato di agibilità.

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Della vicenda si era occupata anche l'Autorità anticorruzione che aveva rilevato "criticità e anomalie sia nella fase di progettazione che nella realizzazione dell'opera". L'opera era stata assegnata al consorzio di imprese "Bolognetta scpa" costituito da Cmc di Ravenna, Tecnis di Catania e Ccc di Bologna. Secondo gli ispettori inviati in Sicilia dall'allora ministro Maurizio Lupi, inoltre, il terrapieno su cui è stata costruita la rampa è risultato "non idoneo all'utilizzo rispetto alle condizioni stratigrafiche, geotecniche e idrauliche del territorio".

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Pochi giorni dopo il crollo, lo stesso Ciucci aveva effettuato un sopralluogo e aveva garantito: "accerteremo le responsabilità perché sicuramente c'è stato un errore nella fase di realizzazione e in quella di progettazione".

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