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Cronaca

Palermitano rapinava negozi per pagare debiti e droga: arrestato

Nell'ambito della stessa indagine sono finiti in manette anche due calabresi, padre e figlio, e un campano: documentate le estorsioni nei confronti del palermitano (anche con una pistola). I fatti sono avvenuti a Reggio Emilia

Tutto è iniziato quando lo scorso maggio era stato arrestato dalla polizia dopo aver tentato di rapinare una tabaccheria a Reggio Emilia. Il reato di primo acchito sembrava legato alla dipendenza dell’uomo dalla droga. Lui, il protagonista della vicenda, un 33enne palermitano, è finito adesso nuovamente in manette. Nella stessa indagine. per i reati di estorsione aggravata e traffico di sostanze stupefacenti, sono state arrestate altre tre persone. Si tratta di due calabresi, padre e figlio, originari di Isola Capo Rizzuto, nel Crotonese, e un campano. I primi due sono finiti in carcere, il palermitano e il campano sono invece finiti ai domiciliari.

La vicenda ha inizio quando la squadra mobile della questura reggiana arresta il palermitano, già noto assuntore di stupefacenti, in flagranza per tentata rapina. Le indagini però hanno poi rivelato come il suo canale di approvvigionamento della droga fossero i due calabresi e il campano. Così, dopo alcune perquisizioni ordinate dalla Procura reggiana nelle rispettive abitazioni, è stato sequestrato oltre un etto e mezzo di cocaina.

Inoltre la polizia ha scoperto l’attività estorsiva nei confronti del palermitano, il quale aveva impellente bisogno di pagare un annoso debito riconducibile a una partita di droga. E da qui sono emerse anche le minacce talvolta violente ed esplicite, impugnando un’arma: se la droga non veniva pagata, padre e figlio ricorrevano alle maniere forti. Impugnavano una pistola, verosimilmente finta secondo gli inquirenti, e pretendevano il pagamento. 

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