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Modena, scambiato per extracomunitario: palermitano rimbalzato in discoteca

Indignazione e polemiche dopo la denuncia in Questura di due giovani italiani di colore, che raccontano di essere stati rimbalzati davanti al locale "per razzismo"

"Deviati" dalla fila davanti alla discoteca verso un ingresso "a parte" dove si pagava il doppio senza consumazione perché "neri" e "extracomunitari". E' successo nel Modenese. Indignazione e polemiche sui social dopo la denuncia in Questura di due giovani italiani di colore, che raccontano di essere stati rimbalzati davanti al locale "per razzismo". Tra i protagonisti della vicenda c'è anche un palermitano. 

Il caso è stato sollevato su Facebook da Abi Zar, giovane di colore cresciuto nel Modenese e ora residente a Londra, interessa altri giovani che si sono sentiti discriminati. E' successo alla discoteca Kyi di Baggiovara. La vicenda è stata raccontata sulla Gazzetta di Modena. Questo lo sfogo di Jeffrey Owusu Boateng, modenese. "Ero con amici, di colore e bianchi - inizia così il suo sfogo raccolto dal sito locale -. Io e un altro amico di colore siamo stati mandati dal buttafuori all’altra porta. Pensavo che fosse per dividere maschi da femmine. Invece mi sono trovato in fila con un ragazzo asiatico, il mio amico e un palermitano di carnagione scura. Ho chiesto spiegazioni al buttafuori. Ha detto solo: 'Per entrare paghi 25 euro senza consumazione. È la regola per gli extracomunitari'. Non ci credevo. Gli ho chiesto di ripetere e ha ripetuto queste precise parole. Ero esterrefatto. Allora ho telefonato a un conoscente che lavora dentro il locale. Il mio amico dentro ha discusso un po’ e poi mi ha fatto entrare “normalmente” chiedendomi di non fare casino una volta dentro, se no avrebbe passato dei guai".

Jeffrey ha incontrato Abi Zar (si sono conosciuti via Facebook in questa sgradevole occasione) e hanno sporto denuncia in Questura, come riferito ieri dalla Gazzetta di Modena. La polizia ha avviato un’indagine. La vicenda ha sollevato un’ondata di indignazione nei social. Uno dei soci della Chloé, l’organizzazione che gestisce il MoMa (l'agenzia di eventi e spettacoli che ha curato la serata), Federic Zambelli, ha smentito la vicenda. 
 

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