Zona via dei Cantieri, dopo l'alluvione rischio crollo per 2 palazzine: otto famiglie senza casa

In via Spedalieri e via Marvuglia due edifici sono stati dichiarati inagibili. I residenti: "Il Comune dopo tre giorni in hotel ci ha mandato alla Caritas di Ballarò". L'assessore Prestigiacomo: "Zona a rischio, stiamo facendo delle indagini geomorfologiche"

L’alluvione che ha sommerso la città è passata da una settimana, l’acqua si è ritirata ma sono emersi i problemi. Due palazzine di via Nicolò Spedalieri e via Venanzio Marvuglia, non lontano da via dei Cantieri, sono state dichiarate inagibili dai vigili del fuoco e gli inquilini - come disposto con un’ordinanza del sindaco - sono stati sgomberati a causa del rischio crollo dovuto al "cedimento del piano fondale dell’immobile". Alle otto famiglie che lì hanno casa, il Comune ha dato la possibilità di stare per tre giorni in un hotel, invitandoli poi a trasferirsi nel dormitorio della Caritas in zona Ballarò. "Fino ad oggi - racconta Francesco Spallina - i miei genitori hanno trovato spazio da me, ma gli altri che faranno?".

Prima di potere rientrare nelle loro abitazioni i proprietari degli immobili dovranno eseguire tutte le opere di messa in sicurezza ed eliminare il rischio di crolli, sistemando strutture portanti e solai in legno. "Ci è stato detto che avremmo dovuto incaricare un perito - aggiunge un altro inquilino, Matteo di Fiore - per stabilire l’entità dei danni, così da poter richiedere un preventivo per i lavori. Ci è caduto il mondo addosso e non sentiamo la vicinanza delle istituzioni. Il Comune ha chiesto lo stato di calamità al Governo ma si prevedono tempi biblici. Nel frattempo veniamo e verremo sballottati a destra e sinistra. L’unica soluzione prospettata è quella di andare alla Caritas, ma nessuno ha accettato".

sfollati via nicolo spedalieri-2

Dopo la bomba d’acqua il sindaco Leoluca Orlando, al termine di una riunione in prefettura, ha annunciato l’inoltro di una richiesta ai governi regionale e nazionale per dichiarare lo stato di calamità naturale. Contestualmente l’Amministrazione ha istituto la casella di posta alluvione15luglio@comune.palermo.it alla quale ogni cittadino potrà segnalare danni subiti ad auto o beni immobili a seguito dell’alluvione. "I dati raccolti - spiega l’assessore Maria Prestigiacomo - serviranno a costituire un dossier per la richiesta dello stato di calamità naturale. Poi verrà fatto uno screening delle domande avanzate". Stabilire i tempi per un intervento della Regione o dello Stato sembra però ancora prematuro.

"Ieri abbiamo ricevuto un rapporto dagli uffici comunali - aggiunge Prestigiacomo - e ci sono degli accertamenti in corso per chiarire cosa possa aver creato problemi sotto il profilo statico. Stiamo facendo anche delle indagini geomorfologiche perché in una vasta area a ridosso di via Ammiraglio Rizzo e via dei Cantieri sembrano esserci delle cavità sotterranee. Vicino via Castellana bandiera ci sono dei terreni coltivati che si trovano sotto il livello della superficie stradale. Per quanto riguarda i palazzi in cemento armato non c’è da temere, diverso il problema per tutte quelle costruzioni risalenti agli anni ’60 e ’70".

Per la stessa ragione, con ogni probabilità, qualche marciapiede vicino via Montalbo ha ceduto e si sono aperte profonde voragini in strada, come in via Don Orione. "La situazione è delicata, bisognerà chiarire se i danni siano stati provocati solo dall'acqua o se ci sia dell'altro. Sono stati attivati i servizi sociali comunali - afferma il presidente dell'ottava circoscrizione, Matteo Frasca Polara - e l'agenzia per la casa. I problemi però sembrano riguardare l'intera zona. Sono stati fatti accertamenti anche via Antonello Da Messina e via Stefano Di Chiara".

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