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Suicidio al Pagliarelli, si è ucciso Carlo Gregoli: era accusato dell'omicidio di Falsomiele

Era stato arrestato insieme alla moglie, Adele Velardo, per l'uccisione di Giuseppe Vela e Vincenzo Bontà, freddati in via Falsomiele il 3 marzo scorso. La coppia ha sempre negato ogni accusa

Si é suicidato, impiccandosi nella sua cella del carcere Pagliarelli, Carlo Gregoli, detenuto dal mese di marzo con l'accusa di duplice omicidio. Gregoli era stato arrestato insieme alla moglie, Adele Velardo, per la morte di Giuseppe Vela e Vincenzo Bontà, freddati in via Falsomiele il 3 marzo scorso.

Il suo legale, Aldo Caruso, ne aveva chiesto la scarcerazione sostenendo che fosse depresso, ma il perito del gip lo aveva dichiarato compatibile con la detenzione. Negli ultimi giorni era in osservazione in una cella dell'infermeria. Il dipartimento per l'Amministrazione penitenziaria ha aperto un'indagine interna dopo il suicidio. Secondo quanto si apprende, l'uomo poco prima di suicidarsi aveva avuto un colloquio con il funzionario incaricato di tenerlo in osservazione. "In questi mesi in carcere non era stata registrata nessuna forma di disagio particolare - dice Francesca Vazzana, direttrice del carcere - e Gregoli mezzora prima di suicidarsi ha incontrato un educatore. Era stata la famiglia a chiederci questo tipo di osservazione visto che in passato aveva sofferto di depressione''.

L'omicidio di Vela e Bontà è stato inizialmente ritenuto di stampo mafioso, ma gli inquirenti hanno ben presto abbandonato questa pista e sono arrivati sulle tracce della coppia: lui geometra al Comune e lei casalinga. Determinanti le immagini di alcune videocamere e le rivelazioni di un testimone oculare. I due coniugi abitano a pochi metri dal tratto di via Falsomiele dove è avvenuto il duplice omicidio. Una telecamera di sorveglianza piazzata davanti al cancello di una villa avrebbe ripreso l'auto della coppia: nel filmato non si vedrebbe l'agguato, ma il passaggio della Fiat 500 di Bontà e poi del Suv Toyota con a bordo la coppia. Qualche minuto dopo, la Toyota torna indietro.

Gregoli e la moglie erano stati fermati la notte dopo l'omicidio al termine di un lunghissimo interrogatorio. (VIDEO) Non hanno mai ammesso nulla. Contro Gregoli però anche l'esame del dna: le tracce trovate su uno dei bossoli sono infatti compatibili con il suo codice genetico. Il movente del duplice delitto non è mai stato chiarito.

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