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La moda abbraccia la storia: le porte più antiche di Palermo finiscono sugli abiti di seta

Si chiama Over Palermo, ed è l'ultimo progetto della stilista Morena Fanny Raimondo. Per la collezione primavera-estate 2017 sono state scelte: Porta Sant'Agata a Ballarò, Porta Carini al Capo, Porta dei Greci alla Kalsa, Porta Felice al Foro Italico e Porta Nuova al Cassaro

Una collezione d'alta moda che racconta Palermo da un punto di vista diverso che attraversa le antiche porte della città per guardare "oltre". Si chiama Over Palermo, l'ultimo progetto della stilista Morena Fanny Raimondo, mente di More, insieme ad Angela Sottile, artista, restauratrice e presidente del Museo Civico di Castelbuono. Una sinergia tra arte e moda che vede cinque delle più antiche porte della città riprodotte su sete pregiate di abiti haute couture.

L’idea di Over Palermo è quella di abbracciare metaforicamente il paesaggio urbano del centro storico cogliendo cinque aspetti diversi della Palermo di ieri e di oggi attraverso cinque aree ben distinte e caratterizzate della città. Porta Sant’Agata a Ballarò, Porta Carini al Capo, Porta dei Greci alla Kalsa, Porta Felice al Foro Italico e Porta Nuova al Cassaro sono le cinque porte scelte per questa collezione primavera-estate 2017

Guardare Palermo dall’alto come un paesaggio animato diventa, allora, pretesto per cogliere l’esuberanza di una città capace di essere multiforme e multicolor. Le porte di Palermo, d’altronde, sono ciò che resta delle antiche mura che cingevano la città: sono estremi di un nucleo che evidenziano le espansioni nei secoli, come gli anelli di crescita degli alberi. Le strade più strette, quelle più larghe, l’incrostarsi di tetti e di tende, l’improvvisa apertura delle piazze. Palermo dall’alto è un dipinto quanto mai vario e dinamico in cui colori e geometrie danzano e si compenetrano.

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Ecco che More decide di collaborare con un’artista come Angela Sottile. “Credo fermamente nel concetto di contaminazione - spiega Morena Fanny Raimondo -. Era quasi necessario che, per la visione che ho della mia moda, mi relazionassi all’arte e alla mia terra. Per questo, ho cercato nell’arte uno spunto nuovo, un’altra moda, contaminata, accattivante. Palermo è la città dell’accoglienza. Il suo dna è un meltingpot culturale generatosi nei secoli: una porta è un invito a varcare la soglia, a superare i propri limiti e ad andare oltre. Le porte della mente, poi, se si spalancano all’arte generano surrealismi e sogni di bellezza”.

Un esperimento stilistico quello di More e Angela Sottile che insieme sintetizzano in cinque abiti di seta l’amore per l’arte e per la moda, per Palermo e per la sua storia. In Over Palermo, infatti, il caos urbano, visto dall’alto, sfuma diventando colore e armonia, strizzando l’occhio ad una visione alternativa, non usale, desueta. Una collezione che cambia letteralmente punto di vista e sposta il suo obiettivo sull’arte senza trascurare i protocolli stilistici dell’alta moda. “L’arte è forza motrice - racconta Morena Fanny Raimondo -. Affidando un messaggio ad ogni abito, si ha come la percezione di poter migliorare il posto in cui si vive. Solo la bellezza salverà il mondo”.

Porta Sant’Agata, la più antica tra le cinque porte, delimita l’area di Ballarò caratterizzata da un paesaggio abbastanza movimentato dai tetti al di sopra della spina di corso Tukory e dalle tende colorate del mercato. Il tema della grafica è la contaminazione, le migrazioni, rappresentato da uno stormo di uccelli. Si narra che, cessato il dominio arabo, un cavaliere normanno entrò a cavallo nella città uccidendo un saraceno a guardia della porta.

Porta Carini è la porta dove, secondo una tradizione, apparve Sant’Agata per liberare la città dalla peste. Vicina a piazza Massimo, diventa il corpo di una ballerina, espressione dell’arte, della musica, della danza, ma anche riferimento alla vocazione mistica di una città che, attraverso i luoghi, vuole conservare le storie di apparizioni e miracoli del rione, vissute nelle strade accese dalle luminarie della festa. 

Porta dei Greci, che si affaccia sul Foro Italico, ha come elemento identificativo del paesaggio urbano dall’alto il verde dell’Orto Botanico. L’equilibrio geometrico, dato dal polmone verde della città, è speculare alla natura creatrice e generatrice di forme. La natura che è donna e uomo insieme, che è unità bifronte ed è capace di ricongiungere gli opposti. L’abito è un mini dress informale ma al contempo estremamente raffinato. 

Porta Felice è l’apertura verso il mare da uno dei principali assi viari della città, il Cassaro. Ecco che, allora, la grafica immagina a partire dalla particolare forma della Cala, un paesaggio marittimo popolato di meduse, cavallucci marini e pesci. Anche le fronde dei ficus secolari di piazza Marina diventano esseri acquatici e le radici aeree tentacoli fluttuanti. 

Porta Nuova prese il posto della storica Porta delle Aquile, simbolo della città, poi andata distrutta. Il paesaggio urbano, abbracciato da un’aquila che lo sormonta, contiene una prigione con un prigioniero ambiguo. È una tigre o un uccellino? È preda o predatore? La gabbia poggia su una pigna, simbolo di rinascita. Un augurio, dunque, per una città che sa reinventarsi e rigenerarsi. 

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