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Otto vigili urbani finiscono sotto accusa per abuso d’ufficio

La Procura ha chiuso le indagini. L'inchiesta parte dal suicidio di Noureddine Adnane, venditore ambulante marocchino che, sentendosi vessato da continui controlli, si diede fuoco l'anno scorso in via Basile e morì giorni dopo

Otto vigili urbani sono finiti sotto accusa per abuso d’ufficio. La Procura di Palermo infatti ha chiuso l'indagine sugli agenti. L'inchiesta parte dal suicidio di Noureddine Adnane, un venditore ambulante marocchino che, sentendosi vessato da continui controlli, si diede fuoco l'anno scorso in via Ernesto Basile e morì alcuni giorni dopo a causa delle gravi ustioni.      

Dopo la morte dell'ambulante, magistrati e carabinieri hanno analizzato l'attività della squadra amministrativa della polizia municipale per capire se, come dissero alcuni colleghi di Adnane, c'erano stati degli abusi, non solo nei confronti del suicida ma anche di altri extracomunitari. Gli avvisi di conclusione indagine, firmati dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Maurizio Agnello e Amelia Luise, sono stati notificati agli otto agenti.

Gli inquirenti, anche grazie a intercettazioni, sono riusciti a riscontrare quello che avevano raccontato alcune vittime e hanno verificato che alcuni dei verbali di controllo degli ambulanti sono stati falsificati.
 

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