Venerdì, 24 Settembre 2021
Cronaca

Policlinico: il proprio siero come terapia rigenerativa per trattare le osteoartrosi

Si tratta di una terapia medica nata in Germania nel 1997 che prevede l’estrazione, manipolazione e reintroduzione del sangue dello stesso paziente con infiltrazioni nell’area interessata dal dolore

Il proprio siero come terapia rigenerativa per trattare le osteoartrosi. E' la terapia a base di sangue autologo condizionato (ACS) che già da tempo l'unità di Terapia del dolore del Policlinico, diretta dalla dottoressa Antonietta Alongi, ha consolidato per gestire alcune patologie come forme osteoartrosiche periferiche o spondilartrosi.

Il sangue autologo condizionato (ACS) è un nuovo prodotto di origine ematica - più conosciuto con il nome di Orthokine - che ha numerose proprietà perché dotato di fattori di crescita che promuovono il benessere della cartilagine, riducendo la velocità di degenerazione. Si tratta di una terapia medica nata in Germania nel 1997 che prevede l’estrazione, manipolazione e reintroduzione del sangue dello stesso paziente con infiltrazioni nell’area interessata dal dolore. Un approccio terapeutico sviluppato nell’ambito del Dipartimento di Emergenza Urgenza, diretto da Antonello Giarratano, grazie alla sinergia avviata con il centro trasfusionale e la collaborazione con Sergio Rizzo e la dottoressa Giuseppina Mazzola.  

“Dopo il prelievo – spiega la dottoressa Alongi – il sangue venoso intero viene opportunatamente incubato in apposite provette contenenti sfere di cristallo a contatto con le quali i leucociti rilasciano una serie di citochine antinfiammatorie. Il siero ottenuto dopo questa incubazione può essere conservato e congelato per poi  utilizzarlo per le iniezioni nel sito da trattare. Una tecnica che si differenzia dal trattamento con plasma ricco di piastrine (PRP) perché -pur trattandosi in entrambi i casi di medicina rigenerativa - l’orthokine ha un ruolo specifico nel favorire un processo antinfiammatorio su base naturale”.

Gli studi e la pratica clinica hanno dimostrato come tale trattamento sia particolarmente efficace in caso di malattie che colpiscono le articolazioni, menischi, tendini, muscoli, le faccette articolari vertebrali (nelle artrosi di colonna) e le infiltrazioni periradicolari (infiammazione delle radici nervose per ernie discali). 

L’intensità del dolore nelle patologie che interessano le articolazioni può essere influenzata da diversi fattori: psicologici, ambientali e genetici che incidono o meno sulla severità. In generale si tratta comunque di malattie molto frequenti nella popolazione e che spesso impattano in modo notevole sulla qualità di vita quotidiana. Per accedere all’ambulatorio di terapia del dolore ed effettuare una visita è possibile prenotarsi tramite CUP con impegnativa del proprio medico curante per “visita generale per terapia antalgica codice 897 AN”.  


 

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