Mercoledì, 27 Ottobre 2021
Cronaca Contessa Entellina

Il livello dell'acqua si abbassa e riaffiorano delle ossa, mistero alla diga Garcia

Il ritrovamento è avvenuto all'inizio di dicembre dopo la segnalazione di un passante. Quasi certamente si tratta di resti umani, ma è impossibile stabilire al momento a quante persone appartengano e da quanto tempo siano lì. Ritrovata anche una corda. La chiave del giallo negli accertamenti del Ris. Indaga la Dda

Poche piogge, il livello dell'acqua nella diga Garcia si abbassa e ai suoi bordi riaffiorano delle ossa. Quasi certamente umane - ma saranno gli accertamenti di laboratorio del Ris dei carabinieri a doverlo confermare definitivamente - e quasi certamente lì da più di un anno. A chi appartengano, di quante persone siano e come siano finite proprio lì, nel territorio del comune di Contessa Entellina, è invece - a dispetto delle notizie circolate in queste ore - un mistero.

Ad indagare sul ritrovamento è la Dda di Palermo, guidata dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca, mentre inizialmente - per competenza territoriale - il fascicolo era della Procura di Termini Imerese. Perché i resti, anche se la notizie è trapelata solo oggi, sono stati in realtà ritrovati ai primissimi giorni di dicembre. Il fatto che siano gli inquirenti della Direzione distrettuale antimafia ad occuparsi del caso lascia intendere che la vicenda possa essere in qualche modo legata a Cosa nostra. Ma è soltanto una prima ipotesi.

E' stato un passante ad accorgersi della presenza delle ossa e a chiamare subito i carabinieri. Anche se la zona intorno alla diga - intitolata da diversi anni a Mario Francese, il cronista giudiziario ucciso dalla mafia il 26 gennaio del 1979 che denunciò con i suoi articoli le speculazioni e gli interessi legati ai lavori per la realizzazione dell'impianto - non è ovviamente trafficata, sembra che qualcuno abbia l'abitudine di andare a pescare proprio nelle acque del lago. E una mattina del mese scorso si è ritrovato davanti pezzi di scheletro.

Sul posto quel giorno è arrivato anche un medico legale dell'Isituto di medicina legale del Policlinico, guidato da Antonella Argo. I resti - non sono tantissimi - sono stati repertati dagli investigatori che hanno ritrovato anche una corda e, prima di essere inviati al Ris di Messina per tutte le verifiche, è stata compiuta un'analisi sommaria proprio al Policlinico. Dalla morfologia di alcune ossa è stato così appurato che si tratterebbe di resti umani.

E' impossibile al momento sapere a quante persone appartengano le ossa e anche a quando risalgano. I militari di Messina, come da delega della Dda, dovranno ora fare tutti gli accertamenti del caso e solo al termine di essi si potrà capire quanti dna potranno essere isolati dai resti e confrontarli poi con quelli contenuti nelle banche dati per vedere se combaciano con quelli di persone scomparse negli ultimi anni.

Qualche indicazione approssimativa per collocare nel tempo i resti si può ricavare da alcuni parametri scientifici. Normalmente, dopo circa sei mesi, un cadavere lasciato nell'acqua inizia a saponificarsi e i tessuti a "sciogliersi". Nella diga sono state trovate soltanto ossa, quindi dovevano essere lì da diversi mesi. L'acqua dolce e contenuta in un bacino chiuso come quello dell'impianto potrebbe peraltro aver favorito la conservazione dei resti e questo induce a pensare che potrebbero risalire quindi anche a qualche anno fa.
 

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