Al Policlinico nuove regole per incarichi e misure anticorruzione, Razza: "Tornano i concorsi"

Siglata intesa tra la Regione e le Università di Palermo, Catania e Messina che punta a migliorare il funzionamento delle aziende ospedaliero-universitarie. Nasce il "Comitato di valutazione dei conflitti di interesse"

Migliorare i servizi per gli utenti e portare a zero i casi di corruzione, vigilare su possibili conflitti di interesse e fare in modo che le assunzioni non siano legate solo al mondo accademico ma avvengano anche per concorso. Sono alcune delle novità che interesseranno i Policlinici di Palermo, Catania e Messina in base all'intesa siglata dai rettori delle università con l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza (foto in basso). Lo scopo è "migliorare il funzionamento delle aziende ospedaliero-universitarie nelle tre aree metropolitane di riferimento, integrando con maggiore efficacia i servizi assistenziali all'attività didattico-scientifica".

razza micari-2"I cittadini - sottolinea Razza - troveranno una maggiore disponibilità delle strutture, più reattive dal punto di vista ospedaliero. Ritorna l'era dei concorsi anche nei Policlinici, i giovani entreranno all'interno delle aziende universitarie, mentre fino ad oggi il percorso di crescita è stato legato più ai profili accademici e meno a quelli assistenziali. La Sicilia è stata una delle prime regioni ad aver attuato il protocollo Anac sulle misure anticorruzione nella Sanità, da oggi sarà trasfuso anche all'interno dei protocolli di intesa tra la Regione e le Università siciliane". 

“Arriviamo con soddisfazione alla conclusione di questo percorso impegnativo, iniziato quattro anni fa, che definisce i rapporti tra Regione e Atenei su un tema fondamentale come quello dell'assistenza e della salute –commenta il rettore dell'Università di Palermo, Fabrizio Micari – Gli elementi più significativi di questa firma riguardano aspetti molto importanti, come le procedure per la scelta delle figure apicali, la definizione del livello di impegno dei docenti universitari nei Policlinici, la definizione dei rapporti con le altre aziende ospedaliere sia dal punto di vista delle figure apicali che della creazione di reti formative. Viene inoltre riaffermata l’organizzazione dipartimentale ad attività integrata quale modello ordinario di gestione dei Policlinici universitari”.

“Esprimo grande soddisfazione – agiunge il rettore dell’Università di Catania Francesco Priolo - Siamo riusciti ad attivare una collaborazione davvero fattiva tra l’Università di Catania, gli altri atenei dell'Isola e l’assessorato regionale. Desidero manifestare un sentito ringraziamento all’assessore Ruggero Razza che si è prodigato molto e in tempi relativamente brevi siamo giunti a questo grande risultato, a beneficio del nostro Ateneo, certamente, ma anche di tutta la sanità catanese”.

Per il rettore dell'ateneo di Messina Salvatore Cuzzocrea è "un momento determinante, di fondamentali innovazioni, tra cui il peso del personale tecnico di laboratorio e socio sanitario dell'Università che svolge attività presso il Policlinico che avrà una diversa posizione in pianta organica. Questo ci consente di sviluppare la ricerca. Di questa sensibilità e attenzione ringrazio l'assessore Razza". 

Cosa prevede l'intesa

Il protocollo avrà una durata triennale e contiene alcune novità, anche di adeguamento alla rete ospedaliera vigente varata nel gennaio 2019, prevedendo una ricognizione delle strutture e delle unità operative complesse a direzione universitaria già esistenti ed istituite nelle altre aziende del sistema sanitario regionale.

Per le nuove convenzioni invece, è previsto un procedimento di autorizzazione assessoriale e di selezione dei primai universitari attraverso l'applicazione dei principi dell'evidenza pubblica. In particolare per la nomina si procederà mediante una selezione che dovrà avvenire attraverso il ricorso ai principi fondanti delle procedure concorsuali: pubblicità e trasparenza, massima partecipazione e adeguata motivazione della nomina del primario.

Il documento siglato oggi, inoltre, estende la possibilità di far ricoprire l'incarico di direttore di struttura complessa anche ai docenti associati. Vengono, altresì, introdotte la nomina di una commissione composta dal direttore sanitario aziendale e da docenti esterni all'ateneo del settore scientifico di riferimento, la redazione di un elenco di idonei corredato da giudizi individuali di adeguatezza e la nomina del primario previa intesa col manager dell’azienda.

Per i docenti privi di incarico di direzione sarà inoltre possibile assegnare la titolarità di programmi interdipartimentali finalizzati all’integrazione delle attività assistenziali didattiche e di ricerca e  la facoltà di accesso alle strutture sanitarie per lo svolgimento delle medesime attività.

Fra le misure più significative c'è l'istituzione del “Comitato di valutazione dei conflitti di interesse” (a composizione paritetica tra Università e Azienda ospedaliera universitaria) per il perseguimento della prevenzione dei fenomeni corruttivi con particolare riferimento ai contratti pubblici per l'acquisizione dei beni e servizi, dei farmaci e dei dispositivi sanitari e medicali. Un punto del protocollo è riservato ai giovani ricercatori per i quali sarà previsto lo stesso trattamento economico dei loro colleghi di pari incarico in servizio presso gli ospedali non universitari.

Il protocollo prevede un'azione di autorizzazione e di vigilanza da parte dell’Assessorato nella stipula di convenzioni per la chiamata di professori di prima e di seconda fascia e di contratti per il reclutamento di ricercatori tra il personale sanitario già inserito nella dotazione organica dei Policlinici.

Viene infine affermato l'importante principio secondo cui il criterio dell’organizzazione dipartimentale dei Policlinici diventa il modello ordinario di gestione, fondato sul principio di eguaglianza e di parità di coinvolgimento tra dirigenza universitaria e dirigenza aziendale per raggiungere gli obiettivi di assistenza sanitaria rivolta ai cittadini. 

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