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Piazza Ziino, sit in dei dipendenti dell'ospedale Giglio: da Fiorello un appello al ministro Lorenzin

Una delegazione dei lavoratori del presidio sanitario di Cefalù ha manifestatodavanti alla sede dell'assessorato regionale alla Sanità. Solidarietà è arrivata anche dallo showman siciliano nel corso della striscia quotidiana "Edicola Fiore"

Si sposta a Palermo la protesta dei dipendenti dell'ospedale Giglio di Cefalù, che hanno dato vita a un sit in davanti alla sede dell'assessorato regionale alla Salute in piazza Ziino per dire "no" al declassamento della struttura a presidio di base. Il ridimensionamento dell'ospedale, con il taglio di cinque discipline e di svariate unità semplici, comporterebbe, sin da subito il licenziamento di 391 risorse. Al loro fianco si sono schierati nei giorni scorsi i sindaci delle Madonie e oggi è sceso in campo anche Fiorello, che dalla sua "Edicola Fiore" ha rivolto un appello al ministro Lorenzin.

"Sono a rischio - spiegano i manifestanti - sono tutti i 700 posti di lavoro. Senza le specialità, non potrà essere garantita la sostenibilità dell'azienda". I dipendenti chiedono, inoltre, il mantenimento dell'attuale offerta sanitaria".

Rassicurazioni in tal senso sono giunte dall'assessore Baldo Gucciardi "sia per i pazienti - ha detto - sia per  lavoratori. Per quanto riguarda le competenze dell'assessorato, l'ospedale Giglio eroga prestazioni di alta sanità e non può essere ridimensionato".

A sostenere la battaglia dei lavoratori del presidio ospedaliero anche Fiorello. "Su certe cose - ha detto lo showman siciliano - ci devo mettere la faccia. So che stanno per chiudere cinque reparti dell'ospedale di Cefalù. Non conosco a fondo il problema, comunque c'è. Gli amici di Cefalù mi hanno chiesto una mano e lo sto facendo". Fiorello ha invitato il ministro Lorenzin, alla quale rivolge gli auguri per il recente matrimonio, "a fare anche una telefonata all'ospedale di Cefalù per vedere cosa succede".

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E in una nota anche i parroci e il cappellano dell’ospedale di Cefalù "manifestano la loro solidarietà. Sappiamo  - dicono - che il diritto alla salute, sancito dalla nostra Carta Costituzionale e recepito in modo dignitoso nel nostro Ordinamento Regionale, non può essere condizionato da logiche improntate a criteri soltanto economici, con conseguenti tagli o soppressione di servizi resi in modo qualificato, adeguato ed efficace. Neppure possiamo condividere la logica orientata a privilegiare i grossi centri urbani a scapito delle periferie di provincia, con riflessi negativi sulla gente povera o di modesto reddito economico, che avrebbe difficoltà per determinati spostamenti o viaggi".

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