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Cronaca

Ospedale Giglio di Cefalù, la Fials: "Turni massacranti e contratto obsoleto, personale sanitario in fuga"

Il segretario Angiletti: "Non c'è equità tra i lavoratori del Giglio e quelli che lavorano nel pubblico"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

Carenza di personale e difficoltà a reclutare per i reparti dell’ospedale Giglio di Cefalù. È quanto segnala la segreteria aziendale della Fials con il suo segretario Giuseppe Angiletti che parla di profondi disagi e malcontento tra lavoratori. La Fials spiega che a causare la fuga del personale rendendo difficile il reclutamento di nuovi infermieri ci siano i turni massacranti e il contratto privato che penalizza i lavoratori.

“La carenza di personale è ormai divenuta cronica per il nostro ospedale  - spiega Angiletti - e sta mettendo a rischio la salute del personale dipendente e la sicurezza dei pazienti assistiti. La fuga di medici, infermieri e Oss, è legata ai turni massacranti di 13 ore continuative, alle ferie non concesse, a valutazioni economiche legate a un contratto obsoleto che non garantisce equità tra i  lavoratori del Giglio e quelli che lavorano nel pubblico”. Tra gli esempi la Fials ricorda la carenza di personale nei reparti di Cardiologia e Medicina segnalata lo scorso anno e ad oggi ancora irrisolta.

Una anomalia ribadisce la Fials, legata al fatto che “lavoriamo come il pubblico con fondi pubblici ma i lavoratori sono pagati come nel privato. Questi sono i motivi per cui molti lavoratori hanno preferito chiudere il rapporto di lavoro e andare altrove, dopo che l'azienda ha pure speso risorse nella formazione. A nostro avviso – conclude la Fials – il sistema attuale è disincentivante e difficilmente arriveranno forze nuove dato che il mercato del lavoro è saturo e se si reperisce qualcuno non ha esperienza sul campo”.

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