Cronaca

Grane all'ospedale Civico, 30 lavoratori pronti allo sciopero

Continuano i disagi per i dipendenti della Guerrato, che dal 2016 svolge i servizi di manutenzione e installazione di impianti: "Stipendi ancora in ritardo, siamo pronti a fermarci"

Continuano i disagi per i lavoratori della Guerrato spa, azienda veneta leader nel settore della realizzazione di opere civili e impianti tecnologici e speciali  che dal 2016 svolge i servizi di manutenzione e installazione di impianti presso l’ospedale Civico di Palermo.

Dopo l’allarme lanciato meno di un mese fa dalla Fiom Cgil Palermo, che ha chiesto le tutele per i 30 lavoratori assorbiti dalla Guerrato, subentrata  nel cambio di  di appalto avvenuto un anno fa, in un’assemblea  che si è svolta ieri pomeriggio nei locali del Civico sono emerse le stesse disfunzioni già denunciate: stipendi ancora in ritardo, buoni pasto non retribuiti da aprile, problemi di approvvigionamento di forniture e del vestiario speciale previsto per problemi di sicurezza, disorganizzazione nella gestione dei turni e dei corsi di formazione obbligatori per il personale. 

L'assemblea è stata indetta dalla Fiom Cgil di Palermo per analizzare i problemi emersi in poco più di un anno di gestione dell’appalto, in attesa di un confronto con l'azienda che era stato chiesto e non è mai arrivato. In una convocazione nazionale dei sindacati, nei giorni scorsi, a Rovigo, l’azienda ha evidenziato le sue difficoltà economiche e operative aggravate nel giugno 2016 dall’arresto dell’imprenditore Saverio Guerrato, il figlio del fondatore dell’azienda, insieme ad altri quattro persone, per una tangentopoli scoperchiata alle Terme di Abano, in provincia di Padova.

“Da quell’incontro non sono emerse certezze per il futuro dei lavoratori – dichiara Francesco Foti, della Fiom Cgil Palermo –. In assemblea i lavoratori hanno deciso con la Fiom di chiedere un incontro alla stazione appaltante, l’Arnas Civico, per capire come tutelare i diritti e la sicurezza dei lavoratori. E lunedì partiranno le procedure di raffreddamento  previste dalla legge. Se non arriveranno risposte nei 13 giorni di tempo utile, passeremo allo sciopero. Gli stipendi continuano ad arrivare in ritardo e i lavoratori avanzano mille euro di buoni pasto da aprile”. 

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