Riapertura scuole, Razza: "In Sicilia 100 mila test sierologici su tutto il personale"

L'assessore fa il punto sulla situazione Covid nell'Isola: "La mascherina nei luoghi all'aperto in cui non si può mantenere il distanziamento previsto è una misura importante per evitare il contagio e il contatto con le secrezioni respiratorie altrui ciò in virtù della presenza di diversi asintomatici positivi"

Ruggero Razza - foto Ansa

Sono stati mesi intensi per l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza e, probabilmente, anche quelli a seguire lo saranno altrettanto. L'emergenza Coronavirus fa di nuovo paura, l'indice Rt dei contagi vede in vetta la Sicilia sulle altre regioni italiane e c'è stata subito una stretta da parte del governo Musumeci con la reintroduzione dell'obbligo della mascherina all'aperto quando non è possibile rispettare la distanza di sicurezza. Di tutto questo ha parlato l'assessore.

Assessore Razza, la misura dell'obbligo di mascherina potrebbe essere il preludio ad altre precauzioni ancora più stringenti?

"Il governo Musumeci, durante tutta l'emergenza, è stato sempre antesignano nelle decisioni. Abbiamo preso delle precauzioni che si sono rivelate poi decisive anche se qualcuno, inizialmente, aveva reagito con ilarità. La mascherina adesso è prevista nei luoghi all'aperto in cui non si può mantenere il distanziamento previsto: è una misura importante per evitare il contagio e il contatto con le secrezioni respiratorie altrui ciò in virtù della presenza di diversi asintomatici positivi al Covid19. Una misura che tutela tutti e da osservare con responsabilità".

La Sicilia ha fatto registrare numeri negativi. Qualche giorno fa prima per numero di contagi in Italia, adesso l'indice Rt più alto. Su questi dati incidono anche gli sbarchi di migranti: quale la situazione attuale?

"C'è una forte sottovalutazione del governo nazionale e non lo diciamo noi che siamo un governo regionale di centro destra ma i primi ad aver criticato, su questo aspetto, il governo Conte sono stati Zingaretti e Di Maio. Noi non critichiamo per partito preso o perché siamo di parte ma la situazione non è stata gestita. Abbiamo 220 migranti positivi al Covid19, alcuni sono stati trasferiti e su tutti sono stati eseguiti i test dalla Regione. E' comunque un tema che non riguarda il contagio dei siciliani: non è un fattore di rischio di diffusione del virus ma è chiaro che si tratta di una situazione complessa che deve essere gestita dal governo di Roma".

Tra circa un mese ricomincerà l'anno scolastico. Come ci si sta preparando?

"Stiamo rispettando le linee guida del governo nazionale per quanto riguarda il personale del mondo della scuola. In Sicilia stiamo predisponendo 100 mila test sierologici, che è un numero importante, su tutto il personale. Si tratta di una indagine che dà una traccia epidemiologica ma siamo preoccupati, invece, per la ricerca di nuovi spazi per le scuole. Le nostre strutture sono spesso molto datate e non sono state ammodernate e quindi in molti casi si dovranno trovare soluzioni alternative, quali ingressi scaglionati e anche orari differenziati tra le varie classi. Quindi serve organizzarsi velocemente per poter essere pronti: sarebbe un brutto segnale se non si riuscisse ad aprire le scuole".

Il virus è "cambiato" in qualche modo?

"Non sono un professionista della sanità e non posso dare una risposta scientifica. Posso soltanto dire che quello che osservo, da assessore che quotidianamente studia i dati, è che durante il picco epidemico l'indice di ospedalizzazione era superiore al 30% mentre adesso è poco meno del 10% e anche l'età media dei nuovi contagi si è notevolmente abbassata. Oggi c'è un sistema sanitario efficace in grado di individuare rapidamente i positivi, di rintracciare i contatti, di monitorare il livello locale con le Usca e la medicina territoriale. Non parlerei di un virus mutato ma di una migliore preparazione del sistema sanitario che sa affrontare il Covid19 con mezzi puntuali".

Il nostro sistema sanitario è pronto per una eventuale seconda ondata autunnale? Ricordiamo, ad esempio, la carenza cronica durante il picco della pandemia di guanti, mascherine e altri strumenti per il personale sanitario...

"Adesso abbiamo scorte di approvvigionamento per almeno sei mesi. Come dicevo poc'anzi il sistema è pronto rispetto ad alcuni mesi fa. Sono state apprese pratiche fondamentali, come la gestione delle strutture ospedaliere e la gestione del paziente positivo. Poi la politica può assumere decisioni e prendersi delle responsabilità ma a fare la differenza sono i professionisti della sanità che, di certo, hanno una maggiore conoscenza del Covid19".

Siamo nel pieno centro dei giorni di festa estivi e il tema è quello dei locali pubblici. Come si gestisce tutto ciò contemperando sicurezza e lavoro?

"La Regione anche in questo caso ha seguito le linee guida adottate da tutte le altre realtà regionali, comprese le misure per le discoteche. E' fondamentale il controllo che sappiamo gravare sulle autorità di pubblica sicurezza ma ho visto certe condotte inaccettabili. Il distanziamento deve essere mantenuto e deve essere usata la mascherina se non è possibile rispettarlo. Per evitare il contagio serve la responsabilità di tutti".

L'app della Regione per il tracciamento funziona? Che numeri ci sono? L'app Immuni non sembra aver sortito grandi effetti...

"L'app della Regione Siciliana ha fatto rilevare sinora 400 mila utenti che si sono registrati. Un numero enorme che ci ha dato la possibilità di monitorare e al cittadino ha consentito un contatto diretto con il sistema sanitario. Abbiamo anche potenziato il call center di Sicilia SiCura per dare maggiori informazioni a chi rientra, a chi vuole visitare la Sicilia e siamo gli unici ad aver adottato queste misure per tempo e adesso raccogliamo i risultati".

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