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Giovedì, 2 Dicembre 2021
Cronaca Piazza Giuseppe Verdi

Orlando vuol silurare Cognata: “Commissariate il Teatro Massimo”

Non si ferma la polemica con il Soprintendente. "La richiesta di sgombero ai danni dei lavoratori che occupano la struttura è un fatto gravissimo. Sarò costretto a non fare il presidente della Fondazione"

Continua il braccio di ferro tra il sindaco Leoluca Orlando e il soprintendente del Teatro Massimo Antonio Cognata. “Chiedo che venga commissariato il teatro - ha detto Orlando durante la conferenza stampa convocata a Villa Niscemi per fare il punto sulla situazione del Massimo -. Senza un intervento di commissariamento sarò costretto a non fare il presidente, mi rifiuto. Firmerò soltanto gli atti urgenti”. La richiesta fatta ieri dal Sovrintendente del Teatro Massimo affinché la struttura fosse sgomberata, col ricorso alla forza da parte della Polizia, dai lavoratori che da alcuni giorni lo occupano è secondo il Sindaco “un fatto gravissimo”.

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“Lo è sul piano del contenuto – dice Orlando - perché mai a Palermo una pacifica manifestazione sindacale relativa al Teatro è stata repressa con la forza, e lo è sul piano del metodo, perché il Sovrintendente non ha alcun titolo per chiedere interventi della forza Pubblica all'interno del Teatro, avendogli io revocato ogni delega. Si è trattato dell'ennesimo tentativo, operato a mia insaputa, di destabilizzare il Teatro, a danno dei professori d'orchestra, dei ballerini, dei coristi e di tutti i lavoratori impegnati per salvare questa importante Istituzione culturale dal disastro”.

“L'attuale direzione – continua Orlando -  si è sempre contraddistinta per una serie di disorganizzazioni e disservizi verso il pubblico e non si è mai rivelata in grado di rispondere alle esigenze culturali della città di Palermo. Prova ne è stata la decisione di non far partecipare il Teatro, unica fra le Istituzioni artistico-musicali della città, alle manifestazioni culturali estive organizzate dall'Amministrazione comunale, organizzando piuttosto un calendario di eventi che si è caratterizzato per disservizi, carenze gestionali, disagi per gli spettatori e gli artisti”.

“Come se tutto questo non bastasse a giustificare il mio operato per portare un cambiamento nella direzione del Teatro, è opportuno aggiungere che non sono mai stato messo nelle condizioni di esercitare pienamente il ruolo di Presidente della Fondazione. A distanza di mesi dalla mia nomina – conclude - non conosco ancora la reale situazione economica e finanziaria della Fondazione, un effettivo ed analitico piano dei costi, più volte richiesti e che consentirebbe non solo a me come Presidente ma a tutti i Consiglieri, di amministrare la struttura con consapevolezza e trasparenza”.
 

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