Mercoledì, 22 Settembre 2021
Cronaca Oreto-Stazione / Via Oreto

Prima l'aggressione all'ex genero con un coltello, poi le bastonate ai parenti: arrestati padre e figlio

In manette un 63enne e un 33enne. Gli episodi sono avvenuti nel mese di luglio nella zona di via Oreto. Secondo la ricostruzione della polizia, ad agire per primo sarebbe stato il più anziano che si sarebbe scagliato contro la vittima per fare gli interessi della figlia nel corso della separazione

Marito e moglie si separano in modo burrascoso e iniziano le liti per la divisione dei beni e il mantenimento, così i familiari di lei si scagliano contro l'ex marito: prima lo feriscono con un coltello e poi picchiano anche dei suoi congiunti. La polizia ha fatto luce su due "raid punitivi" e ha arrestato un 63enne e un 33enne, padre e figlio entrambi incensurati. Per il primo è stata disposta la custodia in carcere; per il secondo, quella domiciliare. Il padre deve rispondere del reato di tentato omicidio e lesioni aggravate in concorso, il figlio di lesioni aggravate.

"L’ambito entro cui sono maturati i reati contestati - dicono dalla Questura - è quello di una rivalità familiare generata dalla separazione" tra la vittima dell'aggressione e la moglie (figlia-sorella degli arrestati ndr).  Sullo sfondo dei dissidi, le reciproche rivendicazioni economiche: la restituzione dei regali di nozze e il pagamento degli alimenti. 

Il primo episodio di violenza è avvenuto per strada nel mese di luglio, in zona Oreto, quando il 63enne adesso in cercere ha accoltellato il genero prourandogli ferite all’addome e ai fianchi. La vittima è finita all'ospedale Civico con una prognosi di 40 giorni.  

La violenta contesa si sarebbe poi spostata nel parcheggio del nosocomio dove l'uomo era ricoverato. Qui gli arrestati, secondo quanto reso noto dalla polizia, avrebbero bastonato due parenti della vittima, che si occupavano della sua assistenza durante la degenza. In questo caso, le prognosi per le vittime sono state di 15 e 20 giorni.

"Le dinamiche delle aggressioni e le futili motivazioni che erano alla base - spiegano dalla Questura -  sono state ricostruite dai poliziotti delle sezioni 'Omicidi' e 'Contrasto al crimine diffuso' che, grazie alla visione delle immagini delle telecamere che hanno ripreso le violenze, ai testimoni e alle parti in causa e, sulla base dei referti ospedalieri, hanno individuato i responsabili e ne hanno inquadrato le condotte delittuose nei reati di tentato omicidio e lesioni personali aggravate".

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