Sport e supermercati, il costituzionalista: "Legittima la stretta anti Coronavirus di Musumeci"

Secondo il professore Giuseppe Lauricella, le norme del governatore - anche se più stringenti - sono "coerenti e danno attuazione ai decreti del governo nazionale". "Le finalità sanitarie giustificano i provvedimenti, l'interesse generale prevale su quello del singolo"

Giuseppe Lauricella

"Da un punto di vista giuridico, l'ordinanza anti Coronavirus emanata dal presidente della Regione Nello Musumeci è coerente con i decreti legge del governo nazionale e con i decreti del presidente del Consiglio dei ministri. Di più: ne dà attuazione con misure adeguate alla realtà locale, dove si è resa necessaria un'ulteriore stretta a salvaguardia della salute pubblica per colpa di alcune persone che non rispettano le regole".

E' quanto sostiene Giuseppe Lauricella, docente di diritto pubblico e diritto costituzionale. L'ex parlamentare nazionale del Pd cerca così di fare chiarezza dopo che il governatore Musumeci si è smarcato da Palazzo Chigi, introducendo regole più stringenti al fine di evitare i contagi da Coronavirus: dallo stop dell'attività sportiva all'aperto (che il governo nazionale invece consente solo vicino casa) alla chiusura domenicale dei supermercati (mentre nel resto del Paese è stato deciso che rimarranno aperti pure durante il fine settimana).

Pur essendo le norme nazionali di rango superiore rispetto all'ordinanza del presidente della Regione, Lauricella ritiene che quest'ultima "non sia in contrasto" ma addirittura "confortata dallo Statuto speciale siciliano". Spiega il costituzionalista: "In questa particolare situazione, le finalità sanitarie giustificano i provvedimenti attuativi del presidente Musumeci. D'altro canto i poteri che vengono riconosciuti al presidente della Regione, come nel caso dell'articolo 31 dello Statuto, lo legittimano ad assumere provvedimenti specifici per la tutela dell'ordine pubblico, in cui si può far rientrare in linea di principio la tutela della salute della collettività. Per questo giudico del tutto legittime delle norme più stringenti: l'interesse generale infatti prevale su quello del singolo (principio sancito dalla Costituzione), soprattutto in una condizione emergenziale come quella attuale".

E' il caso ad esempio dello stop totale alla "pratica di ogni attività motoria e sportiva all'aperto, anche in forma individuale" stabilito nell'ordinanza di Musumeci. Che, secondo il professore Lauricella, "va osservata" anche se il governo nazionale dice altro. "Il motivo è semplice - dice Lauricella - se un'ordinanza è in vigore, è efficace. E va rispettata fino a quando non viene annullata o abrogata. Per chiederne l'annullamento, visto che si tratta di un atto amministrativo, andrebbe impugnato al Tar. Qualsiasi atto è valido fino a quando non viene dichiarato illegittimo. E trascorso un determinato periodo (60 giorni per gli atti amministrativi) diventa inoppugnabile".

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Anche sull'apertura dei supermercati, Musumeci ha deciso di usare più "durezza" rispetto alle disposizioni arrivate da Palazzo Chigi. "E' un provvedimento opportuno - conclude Lauricella - preso a causa del comportamento irresponsabile di alcune persone. L'obiettivo è quello di evitare gli assembramenti, quindi mi sembra che sia perfettamente in linea con il decreto nazionale". 
 

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