Stop all'alcol da asporto dopo le 20, coro di "no" all'ordinanza: "Così si uccidono i locali"

Il provvedimento del sindaco, preso per evitare assembramenti, viene bocciato dal centrodestra e criticato anche dal centrosinistra. Santoro: "Palermo come la Chicago degli anni '20, ecco il nuovo proibizionismo". Dalì: "Orlando si è bevuto il cervello". Chinnici: "No a fughe in avanti"

Coro di "no" all'ordinanza firmata dal sindaco Leoluca Orlando, che vieta la vendita da asporto di alcolici e superalcolici dopo le 20 per evitare assembramenti e mantenere le misure di sicurezza anti Covid. Bocciato e stroncato dal centrodestra; criticato dal centrosinistra, il provvedimento del primo cittadino accende il dibatito nella politica cittadina. E a poco valgono le motivazioni del sindaco che, d'intesa con il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, ha introdotto i divieti dopo aver rilevato "comportamenti e fenomeni che mettono a rischio la salute di tutti".

Ordinanza del sindaco: stop all'alcol da asporto dopo le 20 

Le nuove regole della movida? Per Stefano Santoro, ex consigliere ed assessore comunale, così si "trasforma Palermo nella Chicago anni ‘20 - quando il prezzo dell'alcol schizzò alle stelle, facendo nascere il conseguente mercato nero - e s'introduce un nuovo proibizionismo. Se non è consentito bere davanti ai locali dopo le 20, com'è possibile che ci siano distributori automatici di birra autorizzati in centro storico e via Libertà?". Santoro, che definisce Orlando "lo sceriffo di Nottingham", è convinto che l'ordinanza produrrà un danno incredibile ai titolari dei pubblici esercizi che già sono limitati dal distanziamento sociale e dalle prescrizioni". E questo perché "il sindaco ha una mentalità vetusta ed è 'sciarriato' ca' cuntitizza".

Altrettanto duro è l'intervento di Eusebio Dalì, del laboratorio politico #palermomeritadipiu, che ricorre al calembour: "Orlando si è bevuto il cervello. L’imposizione dell’orario di chiusura per tutti i locali fissato all’1,30 e il divieto per i pub di vendere alcolici significa ammazzare definitivamente un intero comparto - commenta Dalì -. Ancora una volta il commercio palermitano subisce la scure di un’amministrazione allucinata. I consiglieri comunali lo fermino, ormai è un sindaco in confusione".

Anche nella maggioranza che sostiene l'amministrazione Orlando in Consiglio comunale c'è chi protesta. E' il caso di Dario Chinnici (Italia Viva): "La nuova ordinanza sulla movida rischia di riaccendere lo scontro tra residenti del centro storico, commercianti e avventori generando una tensione di cui, dobbiamo dirlo, Palermo non ha bisogno, specie in un momento difficile come questo. La politica è mediazione e il suo compito è di trovare una soluzione che tenga conto dei vari interessi per perseguirne uno generale, ma senza sacrificare tutto il resto. Non abbiamo bisogno di fughe in avanti, ma di confronto e mediazione altrimenti a perdere sarà la città".

“A Palermo bisogna fare pace con la testa e pace con la città; dobbiamo capire se siamo in una fase di chiusura o se siamo in una fase di riapertura" afferma Fabrizio Ferrandelli (+Europa). "L'Italia ha deciso di riaprire, di consentire alle attività produttive di ripartire e ai cittadini di potere circolare rispettando le disposizioni di sicurezza. Così come sono aperti i centri commerciali, negozi e mercati, devono  poter riaprire e lavorare anche tutte le altre categorie merceologiche. Mi schiero a fianco degli esercenti che si vedono penalizzati dalla nuova ordinanza del sindaco di Palermo, che vuole vietare dopo le 20 l'asporto di bevande o di altri generi. Non tutti hanno le tasche per i ristoranti, non tutti hanno le tasche per potersi sedere in attività con laboratorio. Ci sono anche ragazzi e meno giovani che vogliono poter prendere una bibita e poterla portare da qualche altra parte, ci sono degli esercenti che vogliono lavorare. Siamo nella fase di riapertura - conclude Ferrandelli - questo non significa far venir meno la sicurezza e il controllo, ma chiedo al sindaco di Palermo di revocare immediatamente questa ordinanza”.

Per Francesco Scoma di Italia Viva, segretario di presidenza della Camera dei deputati, l'ordinanza di Orlando è "perfetta per far chiudere le attività commerciali. Mentre l’Italia riparte e le amministrazioni delle altre città rendono nuovamente lecita la vendita di alcolici e superalcolici da asporto agli esercizi commerciali, Palermo decide inspiegabilmente di impedire alle attività produttive di ripartire e lasciare ancora a casa i tanti lavoratori di un settore oramai alla canna del gas. E’ una decisione senza senso: i contagi sono circoscritti, i palermitani hanno già dimostrato di essere responsabili e di indossare, dove previsto, i dispositivi di protezione e di rispettare le distanze di sicurezza. Il sindaco Orlando ha deciso di demolire le attività commerciali nel periodo con la più alta concentrazione turistica dell’anno: faccia dietrofront e consenta alla nostra citta di tornare a vivere".

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