Cronaca

Stop alle "zone a luci rosse", firmata ordinanza antiprostituzione: multe fino a 400 euro

Il provvedimento del sindaco sarà valido da lunedì prossimo fino al 31 agosto: "Vietati atteggiamenti equivoci in strada". Sanzioni anche per chi intralcia il traffico per contrattare. Ecco le strade interessate

Prostitute alla Cala - foto archivio

Multe fino a 400 euro per le prostitute sorprese in strada mentre cercano di "vendere il proprio corpo" e per i clienti “pizzicati” a chiedere anche solo informazioni. Su proposta del comandante della polizia municipale il sindaco Leoluca Orlando ha emanato oggi un’ordinanza, valida dal 16 aprile al 31 agosto prossimo, per il contrasto del fenomeno della prostituzione e a sostegno delle vittime di violenza o di grave sfruttamento.

Il provvedimento dispone che venga vietato a chiunque di: "porre in essere comportamenti diretti in modo non equivoco ad offrire prestazioni sessuali a pagamento, consistenti in atteggiamento e in abbigliamento indecoroso o indecente in relazione al luogo, ovvero nel mostrare nudità, ingenerando la convinzione di esercitare la prostituzione; di richiedere informazioni a soggetti che pongano in essere i comportamenti descritti e di concordare con gli stessi l'acquisizione di prestazioni sessuali a pagamento; alla guida di veicoli di seguire manovre pericolose o di intralcio alla circolazione stradale".

L'ordinanza individua alcune aree e strade dove vigono i divieti, tra cui viale Regione Siciliana (tratto Calatafimi-Basile), via Ernesto Basile, via Lincoln, Foro Italico, via Roma, via Crispi, via Daita e via La Lumia e il parco della Favorita. "La sanzione non sarà applicata - si legge nell'ordinanza - alle persone che esercitano la prostituzione vittime di violenza, di sfruttamento o che si trovano in situazioni di gravità o pericolo: in questo caso saranno informati i servizi sociali qualora le vittime decidano di aderire a percorsi di tutela e protezione. In una circostanza del genere la sanzione sarà comunque irrogata al cliente".

"L'Amministrazione - dichiarano il sindaco e l’assessore alla Cittadinanza solidale Giuseppe Mattina - intende attivare un piano complessivo che va oltre e completa l'ordinanza. E' prevista l'istituzione di un tavolo tecnico, l'attivazione di una campagna di sensibilizzazione e di attività educative nelle scuole, la sottoscrizione di appositi protocolli operativi per il sostegno alle vittime. Tutto questo prevede la collaborazione tra le istituzioni pubbliche, il volontariato, le organizzazioni ecclesiali cattoliche e protestanti, le organizzazioni non governative e le associazioni in rappresentanza dei migranti. In questo percorso un ruolo fondamentale ha la collaborazione tra Comune e Prefettura di Palermo”.

Questa azione, si legge in una nota del Comune, si coniuga con la costituzione di parte civile del Comune di Palermo nel processo contro la cosiddetta mafia nigeriana per l'accusa di sfruttamento della prostituzione e con le recenti notizie provenienti dalla Nigeria e da Benin City, che ha recentemente pronunciato un editto di annullamento di ogni giuramento e del ricatto del voodoo. “Occorre coniugare l'ordine pubblico - concludono - e la capacità di dare sicurezza ai cittadini con la tutela delle persone vittime di violenza e sfruttamento. E' la scommessa di questo piano complessivo”.

Le reazioni

Sinistra Comune - "A una prima lettura l’ordinanza sindacale, lunga e articolata, sulla prostituzione sembra un’azione repressiva contro le persone piuttosto che un’azione coordinata contro il fenomeno della tratta degli esseri umani", si legge in una nota di Sinistra Comune. "Riteniamo - proseguono i consiglieri - che una questione cosi complessa e delicata, con le sue implicazioni sociali, non possa essere inquadrata dentro le categorie del decoro urbano né possa essere affrontata con lo strumento dell’ordinanza. Sarebbe stato più utile predisporre un atto di indirizzo della Giunta con misure verificabili e una serie di attività coordinate con le organizzazioni che operano nel settore. Ci riserviamo di esprimere una valutazione più completa a seguito di un approfondimento che faremo con il coordinamento anti-tratta e con le singole associazioni, laiche e religiose, che lo compongono".

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