Stop ai matrimoni a Villa Mautha, il Comune di Cinisi: "Demolire le opere abusive"

Secondo l'ordinanza dell'Amministrazione il titolare dovrà abbattere le opere realizzate sforando i limiti. Più della metà dei 1.221 metri cubi da cui è formata la struttura a due piani con seminterrato e laghetto artificiale non era stata autorizzata

Vill Mautha

Le opere abusive di Villa Mautha devono essere abbattute. Così impone l'ordinanza emessa dagli uffici del quarto settore del comune di Cinisi per Vito Sollena, titolare dell’omonima ditta alla quale erano state rilasciate la concessione edilizia e la successiva autorizzazione per l’esercizio dell’attività di ristorazione. La villa per ricevimenti negli ultimi anni era diventata un punto di riferimento per matrimoni e altri eventi nel comprensorio ma oltre la metà dei 1.221,86 metri cubi totali della struttura che comprende due piani, un seminterrato e un laghetto decorativo con annessi locali tecnologici, non erano stati autorizzati.

La vicenda inizia la scorsa estate, dopo uno degli ultimi matrimoni con musica ad alto volume e fuochi d’artificio. Qualcuno nella zona aveva segnalato la situazione portando carabinieri e personale dell’Arpa nella villa ricevimento di via Pio La Torre. Ed effettivamente le rilevazioni fotometriche avrebbero rilevato lo sformato dei limiti consentiti dalla legge: sequestro della villa (foto allegata), della strumentazione e quattro denunce per disturbo della quiete delle persone.

VillaMautha-3

Giò nel 2012 la villa era stata chiusa perchè nei locali venivano organizzate serate senza le necessarie autorizzazioni. Tanto che il Tar, proprio quell’anno, aveva dato ragione al comune di Cinisi emettendo un’ordinanza con cui venivano rigettata la richiesta di sospensiva e respinto il ricorso del proprietario. Sotto i riflettori la presunta incompatibilità con l’uso commerciale del locale seminterrato e del piano terra.

villa Mautha sequestro preventivo-2Al termine dei successivi accertamenti la stessa amministrazione comunale che aveva firmato anni prima le autorizzazioni e l’assessorato regionale al Territorio e all’Ambiente sono arrivati alla conclusione che la concessione edilizia rilasciata nel 2015 per la sala ricevimenti era illegittima e andasse annullata. Circostanza che effettivamente si è verificata a metà di febbraio scorso con la determina del dirigente generale 13/2020 e la successiva ordinanza di demolizione emessa il 13 marzo dal Comune.

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Nell’atto viene sottolineato che le opere abusive secondo l’attuale Pino regolatore del comune di Cinisi risultano ricadere in zona E1, ovvero in parti del territorio destinate a uso agricolo soggette inoltre ai vincoli aeroportuale e sismico. Per questa ragione il titolare della ditta dovrà provvedere di tasca propria a demolire quanto indicato sotto la direzione tecnica di un professionista abilitato e a pagare una sanzione da 516 euro. Tempo fino a metà maggio per decidere se impugnare il provvedimento dinanzi al Tar.

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