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Giorgio Pace

Giorgio Pace

Foss, "Revisione dei costi e apertura al territorio": il piano del sovrintendente Pace

"Regione e Comune - ha detto Pace nel suo primo discorso ufficiale - dovranno dimostrare ancor più di voler investire su questo ente"

Revisione dei costi, maggiore dialogo con le istituzioni ma anche con il territorio, valorizzazione della produzione artistica. Sono le linee guida del nuovo sovrintendente della Fondazione orchestra sinfonica siciliana, Giorgio Pace, che ha incontrato la stampa. "Procederò - ha esordito - valorizzando il percorso virtuoso già iniziato dai nuovi vertici dell’Istituzione che, da oggi, mi onoro di gestire. Ovviamente sarà necessario prima di procedere, provvedere a un'attenta ricognizione di tutti i dati da cui emerge la reale situazione della Fondazione".

Indispensabile, secondo Pace, un "radicale cambiamento nell’atteggiamento con cui questa Fondazione pensa se stessa e     si pone in relazione ai suoi interlocutori, facendo un'operazione di chiarezza agli occhi della città e del pubblico. Provvederò alla messa in sicurezza dello stato patrimoniale ed economico del teatro, destinando maggiori risorse possibli a favore della produzione artistica. Tali obiettivi non possono essere raggiunti se non attraverso la razionalizzazione delle risorse umane, anche mediante un corretto e aperto confronto con le organizzazioni sindacali. La programmazione artistica, dovrà essere improntata a un'ampia e articolata diversificazione rispetto alla semplice attività, pur preziosa e imprescindibile, dei concerti sinfonici".

"Discorso a parte va’ fatto - ha sottolineato Pace - per il reperimento di risorse proprie  e per il botteghino, la  sua gestione ed in generale per la politica dei prezzi che renda popolare la fruizione del teatro e la partecipazione del  pubblico. Per questo c’è bisogno un approfondimento alla luce dei  dati di riferimento. E’ mia ferma convinzione, in ossequio alla sua grande storia,fare uscire l’orchestra sinfonica dal limitato ambito della città e farla diventare patrimonio avvertito da tutti i siciliani. Per questo penso alla programmazione, già per l'estate 2016, di una serie di  concerti nei teatri antichi siciliani, a cominciare da Taormina e Siracusa. Il Politeama deve riprendersi il posto che gli spetta, uscendo dalla propria condizione di teatro dimenticato, di luogo fantasma nel cuore della città, quasi una quinta grigia che si sta riducendo a svolgere poco più che la funzione di muta scenografia per il ritrovo dei palermitani".      

Secondo Pace "Regione  e Comune dovranno dimostrare ancor più di  voler investire su questo ente in crisi, assicurando la riconferma e la costanza dei finanziamenti che ci consentano di approvare e attuare un piano di risanamento triennale che a me oggi piace più definire come un Piano di Sviluppo che guardi al futuro.Voglio chiarire però che  il  nostro  ente non busserà a nessuna porta con il cappello in mano per chiedere finanziamenti per pagare stipendi o coprire debiti: noi chiederemo risorse per produrre di più e meglio, avendo già provveduto alla riorganizzazione di tutti i settori del  teatro volta alr ilancio delle attività e della produzione artistica".  

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