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Cronaca

Opere pubbliche, la Filca Cisl: "Urge incontro con Regione e Comune per ridestinare 9 milioni sottratti a Zen, Sperone e Borgo Nuovo"

"Ennesimo scippo ai danni delle periferie che rischiano di essere sempre più marginalizzate"

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

"Chiediamo che si convochi immediatamente un tavolo tecnico con la Regione e il comune di Palermo e si avvii un' interlocuzione con l'assessore alle Infrastrutture, Arico', per scongiurare l'ipotesi ,purtroppo sempre più concreta che, dopo trent'anni di attesa, i cittadini dei quartieri Zen, Sperone e Borgo Nuovo, vedano sfumare la realizzazione delle opere di riqualificazione urbana delle periferie, il cui investimento ammonta a circa nove milioni di euro che la Regione ha sottratto per destinarli ad altri scopi". Lo ha detto il segretario della Filca Cisl Palermo Trapani, Francesco Danese.

"Si tratterebbe - aggiunge Danese - dell'ennesimo scippo di risorse ai danni degli abitanti delle periferie che restano sempre più marginalizzate, senza servizi, senza infrastrutture e senza nessuna prospettiva di migliorare le condizioni di vita. Non possiamo assolutamente consentire questo scempio, per questo chiediamo urgentemente che si mettano in campo tutte le azioni necessarie, compresa anche una cabina di regia sinergica tra Regione e Comune, per capire l'avanzamento dei progetti e per far sì che si provveda al più alla realizazione delle opere".

Sottolinea che bisogna velocizzare le procedure il segretario regionale della Filca Paolo D'Anca, che precisa:"Non è possibile che bisogna aspettare trent'anni perché un'opera veda la luce, serve assolutamente velocizzare l'iter burocratico e proponiamo infatti che si adotti la norma post sisma del 2016 che prevede un commissario per accelerare e per venire incontro alle aree più disagiate delle periferie, per le quali il governo non può solo prevedere i bonus edilizi perché è evidente che non garantiscono pari opportunità in quanto sono misure adottate in gran parte dal ceto medio e non dalle periferie".

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