La banda, i conti e la spartizione dei bottini: "I soldi dei furti? Se li mangiava con le pu..."

I retroscena dell'operazione "Stele" dei carabinieri: una parte degli utili ricavati dai colpi sarebbe stata utilizzata anche per fare sesso a pagamento. Nelle intercettazioni emerge pure un certo malumore per la gestione di Domenico Cintura: "Rischiamo un mare di galera per un'elemosina"

Il frame di un'intercettazione

I soldi non sarebbero mancati alla banda composta da vari membri della famiglia Cintura di Cruillas, anche se - come emerge dalle intercettazioni dell'operazione "Stele", negli ultimi tempi, secondo alcuni degli indagati, sarebbero stati organizzati furti "per un'elemosina" e correndo troppi rischi. In varie occasioni i carabinieri hanno registrato la spartizione dei proventi e per qualcuno l'importante sarebbe stato ricavare almeno i soldi per andare a prostitute.

"I soldi se li mangiava con le pulle!"

Domenico Marcello Cintura spiegava per esempio ad Antonio Buscemi, nella primavera del 2017, che lui avrebbe commesso molti colpi con Andrea Cintura, ma che si sarebbe mosso soprattutto con tale "Paluzzo": "Io con Andrea - diceva infatti - ci sono uscito qualche tre anni! Più assai di tutti però sono uscito con Palù". E Buscemi chiedeva: "Paluzzo con tutti i soldi che prendeva che faceva?" e Cintura replicava: "Se li mangiava con le pulle!".

"E 25 euro li dai a lui per la scopata..."

Il ricorso al sesso a pagamento viene fuori anche in un'altra conversazione, quando gli indagati si spartiscono gli utili ricavati dalla vendita di ferro e rame rubati nei cantieri. Una spartizione in cui veniva incluso pure il presunto capo, Andrea Cintura, anche se detenuto: "Compà - diceva sempre Domenico Marcello Cintura - prenditi 150 euro e me li dai a me, 25 euro glieli dai a lui per la scopata, ed il resto al mio padrino (Andrea Cintura, ndr) al colloquio... Io grazie a mio padrino mi sono comprato la macchina, mi sono fatto le cose dentro, due lambrettine...". In un'altra circostanza, Domenico Cintura diceva: "Se è così dividiamo in quattro, gli facciamo un regalo a Tony (Buscemi, ndr) che è venuto con noialtri, qualche 200 euro glieli regagliamo...". Non conveniva però Marcello Domenico Cintura: "No, compà, se è così, prendi 150 a me, 150 a Tony e l'altro a mio padrino, ti prendi qualche cosa tu..." e l'altro chiudeva: "Già ci esce la scopata stasera, abbiamo consegnato altro cose?".

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"Rischiamo un mare di galera per un'elemosina"

Gli indagati ricordavano poi i "bei tempi" della gestione di Andrea Cintura:  "Minchia, ma quando c'era Andrea che era oh? Neanche mi veniva la depressione - diceva Buscemi - perché gli chiedevo 50 euro e me li dava. Te lo ricordi? Minchia che siamo consumati!" e Domenico Marcello Cintura concordava: "Minchia, io li aiutavo e mi prendevo pezzi di 50, 100 euro, no con questi butta sangue! All'elemosina ci stanno portando di nuovo", affermava lamentandosi del nuovo presunto capo, Domenico Cintura. Rincarava Buscemi: "Quello Domenico è un pericolo, si intrica in tutte le cose, non ha fiducia di nessuno, nessuno, ti giuro. Certe volte mi fa domande e non so che dire...". Continuava Cintura: "Questi sono i lavori, ma che compà, stiamo rischiando, proprio il culo per niente, ti giuro a mio padre, stiamo rischiando un mare di galera per niente. Stiamo entrando nei posti con le telecamere, con gli allarmi, ovunque, con i metronotte". Conveniva ancora Buscemi: "Con i metronotte dentro i lavori, che qualche giornata ce ne portiamo a qualcuno a casa metronotte perché lo attacchiamo". Cintura: "Ci siamo messi il paraocchio per l'elemosina, almeno ce lo mettiamo per le cose giuste... Facciamo due, tre furti e ci facciamo una posizione almeno, no che ne dobbiamo farne cento per campare solo...". Allora Buscemi suggeriva: "Dobbiamo trovare l'oro, ci sistemiamo, dici per un mese, un mese e mezzo, ci fermiamo... Dobbiamo trovare quello che ti ho detto ora io... perché appena prendi solo orologi e questo e quello che fa, puoi prendere un po' di soldi, ma poi due al mese li devi fare per forza...".
 

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