Quei fiumi di coca e hashish che partivano dallo Sperone: "Scendimi un paio di scarpe"

Canale palermitano diretto ad Agrigento: è uno dei retroscena dell'operazione Kerkent che ha portato a 32 arresti. Sono numerosi i contatti documentati tra i membri dell’associazione diretta dal capo agrigentino Antonio Massimino e il trafficante palermitano Domenico La Vardera

Fiumi di cocaina e hashish che partivano dallo Sperone con direzione Agrigento. E' uno dei retroscena che emerge nell'operazione messa a segno a inizio settimana dalla Dia (chiamata Kerkent) che ha portato a 32 arresti. Sono numerosi i contatti e frequenti gli acquisti di sostanze stupefacenti di varia natura che i membri dell’associazione diretta dal capo agrigentino Antonio Massimino effettuavano con il trafficante palermitano Domenico La Vardera.

Nel periodo coperto dalle indagini, infatti, sono stati documentati vari episodi in occasione delle quali "Mimmo" La Vardera - nel periodo compreso tra l’agosto 2015 gennaio 2016 - consegnava agli emissari di Massimino consistenti quantitativi di hashish e cocaina.

Sono stati numerosi i contatti telefonici registrati con i palermitani, le cui conversazioni hanno riguardato quasi esclusivamente accordi per l’acquisto di sostanze stupefacenti e la conseguente organizzazione delle trasferte a Palermo da parte dei sodali di Massimino. Ciò ha trovato ampio riscontro anche nelle conversazioni ambientali registrate al rientro dalle trasferte a Palermo, quando gli agrigentini hanno commentato l’esito dei viaggi, la qualità e la quantità della sostanza stupefacente acquistata. La Vardera viene “presentato” e coinvolto negli affari illeciti con il gruppo criminale dal pregiudicato agrigentino Calogero Trupia.

"Nello specifico - si legge nell'ordinanza - è emerso che alcuni componenti dell’associazione monitorata si sono recati più volte a Palermo nel quartiere Sperone, per effettuare acquisti di stupefacenti da “Mimmo”, ovvero La Vardera, pregiudicato per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. Il primo contatto è datato 11 agosto 2015. Nel corso della conversazione ambientale registrata a bordo della Citroen C3, Giuseppe Messina dialoga con Trupia, chiamato “U Cuccu”". I due parlano di un fornitore che avrebbero contattato dal telefono pubblico di un bar. "Le rnicrospie installate a bordo dell’auto utilizzata da Messina hanno consentito di registrare il consueto ricorso ad espressioni criptiche per fare riferimento a sostanze stupefacenti (come “un paio di scarpe buone”)". "Gli ho detto: o noi ... o coso? (...) lo scende un paio?... (...) e lui fa.,.dice... le Nike?... un paio...  si, si, si.. .stasera".

Di particolare rilievo il passaggio in cui Messina, rivolgendosi al La Vardera, affermava che il loro incontro non era certamente finalizzato al solo acquisto di un modesto quantitativo di sostanze stupefacenti: (“Che minchia ti sembra, che vengo qui per prendere 50 di roba?”). L'episodio accertato nel mese di agosto del 2015 non rimane isolato, a conferma che quello instaurato con il palermitano La Vardera era un rapporto destinato a durare nel tempo. Viene infatti citato un altro episodio, a cominciare dall’episodio del 18 novembre 2015: in questa occasione furono altri due agrigentini - Di Nolfo e Vetrano - a spostarsi da Palermo ad Agrigento per acquistare “due paia di scarpe”. Anche se in quella occasione l’acquisto non veniva perfezionato (molto probabilmente a causa del fatto che negli ambienti del narcotraffico palermitano si era sparsa la voce che Massimino avesse in precedenza tentato di pagare una fornitura di stupefacenti
con denaro contraffatto) l’episodio rimane senza dubbio altamente indicativo.

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