Martedì, 15 Giugno 2021
Cronaca Zisa

Lo spaccio tra i bambini, le auto in coda: Zisa, il più grande "drive in" della droga

Acquirenti fidelizzati, strade divise a seconda del tipo di stupefacente. "Operazione Horus, scenario inquietante", dice Messineo. Un carabiniere impegnato nelle attività di controllo ha riconosciuto tra i clienti anche un suo ex professore della scuola media

Il procuratore di Palermo Francesco Messineo

C'erano i bambini che giocavano in mezzo agli spacciatori, che si scansavano quando arrivava il momento della compravendita di droga. Tutti sapevano, tutto avveniva alla luce del sole. Arrivavano giovani, manager, anziani. Un carabiniere impegnato nelle attività di controllo ha riconosciuto tra i clienti anche un suo ex professore della scuola media. Sono solo alcuni dei particolari emersi dall'operazione Horus, che oggi ha portato all'arresto di 33 persone alla Zisa. Benvenuti nel "drive in" della droga. Lo ha chiamato così il procuratore di Palermo Francesco Messineo. "Quello che è successo oggi apre uno scenario inquietante", ha spiegato. (GUARDA IL VIDEO)

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Code di auto incolonnate nel labirinto di strade della Zisa. Vicoli inaccessibili per gli indesiderati. I clienti, no. Loro erano i benvenuti. Venivano lentamente fidelizzati. Al punto che i pusher erano divisi per zona. E se mancava una tipologia di droga lo spacciatore si faceva in quattro per portarla, in un lampo. Direttamente dal "deposito" di fondo Rubino Muratore, dove veniva trasportata con dei comodi sacchetti. C'era la strada dell'eroina, quella della marijuana, quella della coca o del semplice "fumo". Un reticolo gestito con cura maniacale.

E i residenti della zona? "Non erano complici perché questo sarebbe un reato - spiega Messineo - ma sapevano. Nessuno ha mai denunciato, perché tutti accettavano la situazione passivamente. Sì, gli abitanti erano indifferenti". Al punto che la droga era nascosta anche nel parafango delle auto, oppure dietro le ruote. Così capitavano scene paradossali. Chi abitava là e doveva uscire per andare a lavoro, chiedeva al pusher: "Scusa, devo andare, puoi togliere la roba...". Perfetto lo scambio di ruoli tra spacciatori e vedette. Massima sintonia, nessuno pestava i piedi all'altro. Un'atmosfera di complicità agevolata dal fatto che erano quasi tutti fratelli, cugini, parenti, amici.

Un giro d'affari da 2.000 euro al giorno, con 400 cessioni di droga. Un'organizzazione infaticabile che non si fermava neanche di fronte agli arresti. Scattavano sporadicamente le manette, ma dopo pochi minuti si tornava a spacciare. Perché l'importante era garantire la continuità. Oltre 2.300 operazioni filmate dai carabinieri. Con una cassa che continuamente si svuotava e si alimentava. "Insomma, era come stare al supermercato - chiude Messineo -. La mafia alle spalle? Al momento mi sento di escludere un'ingerenza diretta di Cosa Nostra"

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