Mafia, estorsioni e rapine: 27 arresti, c'è anche un consigliere comunale

Si tratta di Giuseppe Faraone, 69 anni, ex esponente del centrodestra ora passato alla lista del governatore Crocetta Il Megafono, accusato di concorso in tentata estorsione: avrebbe chiesto soldi a un imprenditore per conto del boss di San Lorenzo

Giuseppe Faraone

Mafia, estorsioni e rapine. Ventisette persone sono state arrestate nell'ambito dell'operazione "Apocalisse 2" (LE INTERCETTAZIONI), condotta dai militari del Nucleo investigativo dei carabinieri e del Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia difinanza e da agenti della squadra mobile di Palermo. Numerose le vittime che sono uscite dall'omertà e hanno ammesso di essere state costrette a pagare il "pizzo". Si tratta nella maggior parte dei casi di imprenditori. L'operazione è scattata all'alba. (I NOMI DEGLI ARRESTATI)

Tra gli arrestati anche un consigliere del Comune, che deve rispondere di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Si tratta di Giuseppe Faraone, 69 anni, ex esponente del centrodestra ora passato alla lista del governatore Crocetta Il Megafono, accusato di concorso in tentata estorsione: avrebbe chiesto soldi a un imprenditore per conto del boss di San Lorenzo Francesco D'Alessandro. Giuseppe Faraone, ex deputato regionale e poi assessore provinciale, è stato esponente dell'Udc e si è candidato con la lista Amo Palermo al consiglio comunale prima di approdare al Megafono, risultando nel 2012 il primo dei non eletti al parlamento siciliano con 2.085 voti. Faraone è adesso indicato come vicino al movimento filoleghista "Noi con Salvini". A finire nel mirino degli estorsori anche l'impresa che lavorava per conto della Curia nella costruzione di un grande immobile tra via Maqueda e discesa dei Giovenchi, a Palermo.

I RETROSCENA: IL CONSIGLIERE "AMICO" E IL PIZZO ALLO STADIO

COMUNE PARTE CIVILE - Il sindaco Leoluca Orlando ha immediatamente disposto, d'intesa con il segretario generale, l'adozione di ogni provvedimento a carico del consigliere comunale Giuseppe Faraone. Il Sindaco ha altresì disposto che l'avvocatura comunale provveda alla costituzione di parte civile nel procedimento che é appena iniziato.

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ADDIOPIZZO - "Dopo gli arresti di alcuni mesi fa - si legge in una nota di Addiopizzo - siamo entrati in contatto con diversi commercianti e imprenditori (tra questi anche chi ha parlato del ruolo di Giuseppe Faraone) che avevano subito le estorsioni per convincerli a collaborare con forze dell'ordine e magistrati. Durante questo percorso l'associazione ha avuto modo di accompagnare diversi operatori economici al nucleo investigativo dei carabinieri, alla sezione criminalità organizzata della squadra mobile e alla polizia valutaria della guardia di finanza dove le vittime hanno fornito fatti ed elementi utili alla ricostruzione delle estorsioni ai loro danni. Un lavoro concreto e di sinergia tra Addiopizzo, organi investigativi e magistrati - prosegue la nota- a cui va il nostro sentito plauso, che ha prodotto in questi ultimi mesi dei risultati importanti tra le aree di San Lorenzo e Resuttana. Lo abbiamo affermato diverse volte, ma, mai come oggi, è bene ribadire con forza: adesso o, forse mai più? Adesso è il momento di distruggere il muro di omertà e di consolidare e diffondere il sistema delle denunce collettive di imprenditori e commercianti. Solo così, con una decisa e sentita azione popolare, riusciremo a sconfiggere il pizzo".

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