Mercoledì, 16 Giugno 2021
Cronaca

Mafia, Crocetta: "Faraone mi ha chiesto favori, ma ho rifiutato"

"Quando era con noi - spiega il presidente della Regione - non era indagato e non era noto in certi ambienti. Quando si mormorò di un suo possibile coinvolgimento in indagini abbiamo preso le distanze da lui"

Una conoscenza sommaria, poi la richiesta di fare qualche "favore" e la presa di distanze. Così il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, descrive il suo rapporto con il consigliere comunale Giuseppe Faraone, arrestato stamani nell'ambito dell'operazione antimafia "Apocalisse 2". Iscritto al gruppo consiliare 'Megafono-Noi con Salvini', è finito in manette con l'accusa di concorso in tentativo di estorsione.

"Sì, conosco Giuseppe Faraone, l'ho incontrato una paio di volte - dice Crocetta all'Ansa - mi ha chiesto favori e io ho rifiutato di farglieli. Il suo nome poi è venuto fuori in una inchiesta e abbiamo preso le distanze da lui".  "Meno male che l'hanno arrestato - aggiunge - questa vicenda dimostra che quelli che non vogliamo vanno alla Lega Nord. Ci sono una serie di personaggi che si vogliono riciclare, Salvini in Sicilia deve stare attento, rischia di imbarcare criminali".

Crocetta sottolinea che Faraone "non è stato eletto con la lista il Megafono", movimento che fa capo proprio al governatore, e "nessuno lo ha autorizzato a utilizzare il nome e il simbolo". Riguardo alla candidatura di Faraone alle regionali del 2012 con la lista "il Megafono" (primo dei non eletti) Crocetta chiarisce che: "quando era con noi Giuseppe Faraone non era indagato e non era noto in certi ambienti. Per candidarsi alle regionali, nel 2012, presentò il certificato penale, da cui non risultavano carichi pendenti. Poi quando si mormorò di un suo possibile coinvolgimento in indagini abbiamo preso le distanze".

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