Cronaca

Maxi operazione antimafia, 28 arresti: decapitate le cosche palermitane

Il blitz chiamato "Pedro" ricostruisce l'organigramma dei mandamenti di Porta Nuova e Bagheria. Durante gli arresti tre tentativi di fuga. Nel mirino del pizzo anche "Squadra antimafia"

Mafia: arrestati 28 fra boss ed estortori

Altro colpo dei carabinieri alla criminalità organizzata. Nella notte sono stati arrestati ventotto fra boss, gregari ed estortori di Cosa Nostra. Per 22 indagati la Dda del capoluogo ha emesso provvedimenti di fermo per associazione mafiosa finalizzata alle estorsioni, al traffico di droga e alle rapine; per altre sei persone, già detenute per mafia, è stata disposta la custodia cautelare in carcere. L'indagine che ha portato al blitz denominata "Pedro" ricostruisce l'organigramma dei mandamenti di Porta Nuova e Bagheria.

Durante il blitz ci sono stati anche tre tentativi di fuga. Nicolò Milano, reggente del mandamento di Porta Nuova, sospettando da giorni di essere finito nel mirino degli investigatori, cambiava ogni notte covo e, questa mattina, quando i carabinieri hanno bussato nella sua ultima casa in via Monferonel, si è buttato dal balcone facendo un volo di cinque metri. Nella caduta si è fratturato malleolo e tallone. Per recuperarlo sono stati necessari i vigili del fuoco. Ora è ricoverato al Civico di Palermo. A tentare la fuga sono stati anche Giovanni e Fabrizio Toscano, padre e figlio. Fabrizio aveva cambiato, negli ultimi giorni, casa e Giovanni ha tentato la fuga nelle campagne vicine alla sua abitazione, ma è stato preso.

Dall'inchiesta emergono gli stretti rapporti tra i mafiosi di Porta Nuova e le famiglie palermitane di Pagliarelli, Brancaccio, Noce e Tommaso Natale. Parte dell'indagine riguarda il mandamento di Bagheria: gli investigatori ne hanno individuato i vertici e hanno ricostruito la mappa del racket nella zona, principale attività di guadagno della cosca. L'operazione si è sviluppata attraverso intercettazioni video e audio di oltre 15 mesi, riscontrate anche dalle dichiarazioni dei pentiti. Ne è venuta fuori una Cosa Nostra particolarmente aggressiva nell'imposizione del pizzo e interessata a mettere le mani sulle attività imprenditoriali. Tra le vittime del pizzo anche la produzione di "Squadra antimafia", la serie televisiva di Canale 5 con la commissaria Claudia Mares (l’attrice Simona Cavallari).

Dall'inchiesta è emerso anche un ritorno della mafia a investire il denaro sporco nel narcotraffico: i boss acquistavano cocaina da vendere sul mercato siciliano attraverso una rete di spacciatori capillarmente controllata. Tra i fermati ci sono gli attuali capi dei mandamenti di Porta Nuova e Bagheria. La scelta di un provvedimento d'urgenza come il fermo nasce dall'esigenza di bloccare le attività estorsive della cosca ed evitare danneggiamenti e attentati a imprenditori e commercianti. A differenza di quanto accaduto in altre indagini, le vittime del pizzo questa volta avrebbero collaborato con gli investigatori.

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