Cronaca

Droga tra Agrigento e Palermo, operazione nella notte: 7 arresti

Nel blitz portato a termine dalla polizia quattro persone, tra cui una donna palermitana, sono finite in carcere e tre ai domiciliari. Il presunto capo si recava nel capoluogo per rifornirsi di coca e hashish

Quattro persone sono finite in carcere, tre ai domiciliari e un’altra sottoposta all’obbligo di dimora nell’ambito di un’operazione antidroga effettuata  nella notte appena trascorsa tra Palermo, Agrigento e Porto Empedocle (Ag). La Polizia ha eseguito otto ordinanze. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del tribunale di Agrigento Valerio D'Andria, su richiesta del Pm Andrea Bianchi.

In carcere sono finiti tre uomini di Porto Empedocle e una donna di Palermo, G.G. Gli indagati sono accusati, a vario titolo, di detenzione, acquisto, cessione e vendita di sostanze stupefacenti, furti in abitazioni ai danni di anziani in stato di incapacità mediante somministrazione di sostanze tranquillanti. Il presunto capo della banda, L.N., è accusato anche di altri due reati: atti sessuali con minorenne e truffa aggravata nei confronti del Comune perché anziché prestare lavori socialmente utili in quanto scarcerato, secondo le indagini firmava in Comune e andava a rifornirsi di droga a Palermo. L'indagine, coordinata dal vicequestore aggiunto Cesare Castelli, è partita agli inizi del 2010 con il sequestro di circa 150 chili di droga, trovati in possesso ad un pensionato di Palermo.

IL LAVORATORE UTILE CHE INVESTIVA NELLA DROGA. L.N., già in carcere per reati simili, secondo gli investigatori sarebbe stato il numero uno dell'organizzazione. Lui lavorava al Comune di Porto Empedocle come lavoratore socialmente utile: ha beneficiato di una norma che permette alle persone scarcerate di lavorare un anno in un ente pubblico. In realtà, però, non si presentava mai sul posto di lavoro, o meglio: la mattina firmava la presenza, ma successivamente si sarebbe dedicato all’attività di spaccio. Nessuno, tranne la polizia, si era accorto di questo suo comportamento anomalo. Nicastro attendeva, tra l’altro, con ansia l’assegno mensile da parte del Comune, per rinvestire i soldi totalmente nel mercato della droga. Era lui stesso a fare da corriere da Palermo ad Agrigento.

I FURTI IN CASA DEGLI ANZIANI. Ed ancora, S.E., una tra le donne arrestate, di lavoro faceva la badante agli anziani. Sarebbe stata lei a captare le vittime perfette tra i suoi clienti: insieme alla madre, P.M., e al convivente della stessa, L.N., distraevano gli anziani soli in casa, per poi derubarli. Una rete ben organizzata per fare soldi, tanti soldi, che non è però sfuggita all’attenzione degli uomini di Cesare Castelli.

LA PREOCCUPAZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE. "L’aspetto disarmante – ha detto il dirigente del Commissariato di Porto Empedocle – è che il fenomeno dello spaccio è purtroppo in continua ascesa. Nonostante le operazioni e i continui controlli, ci ritroviamo sempre ad individuare nuovi spacciatori. La droga, come abbiamo visto durante le indagini, ha più volte creato grossi problemi nelle famiglie, liti tra genitori e figli, storie tristi e desolate che ci hanno solo fatto da sprone per far sì che questo non accada più".

 


 

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