Il Coronavirus entra ai cantieri navali, positivo un operaio: le tute blu tremano

La notizia era nell'aria da giorni. Si tratta di un 35enne in servizio per un'impresa dell'indotto che ha lavorato sulla Windstar dal 9 al 12 marzo: il padre si trova ricoverato al Cervello. Due dipendenti Fincantieri messi in quarantena in via precauzionale

Un operaio che lavora ai cantieri navali è risultato positivo al Coronavirus. Dopo il caso che ha scosso Almaviva, un altro colosso come Fincantieri trema dopo la conferma di un caso di contagio per una delle tute blu che presta servizio per una delle imprese dell’indotto. Si tratta di un 35enne che attualmente non avrebbe manifestato alcun sintomo. Più serie invece le condizioni del padre, ricoverato in discrete condizioni all’ospedale Cervello. Due colleghi con i quali l’uomo sarebbe entrato in contatto - un operaio e un capo prodotto - sono stati messi in quarantena in via precauzionale.

Nelle scorse settimane, prima del decreto che ha imposto il lockdown in tutta Italia, gli operai della Fincantieri e quelli dell’indotto avevano rappresentato a PalermoToday tutte le loro preoccupazioni per le condizioni e l’ambiente di lavoro: "Non abbiamo mascherine, non ci sono i distributori di sapone, stiamo gomito a gomito sulle navi in lavorazione e negli spogliatoi. Siamo per caso immuni al Coronavirus? Abbiamo paura, come tutti, e abbiamo famiglie dalle quali torniamo a casa ogni sera".

A stretto giro - incalzati da sindacati, lavoratori e stampa - la società che rappresenta uno dei cantieri navali più importanti d’Europa ha deciso di fare marcia indietro, “mettendo al primo posto le persone” e disponendo la chiusura di tutti gli stabilimenti fino al prossimo 29 marzo facendo ricorso all'anticipazione delle ferie dei lavoratori. Dopo il decreto firmato il 9 marzo scorso dal premier Giuseppe Conte, Fincantieri ha fatto comunque sapere di aver adottato tutte le misure a tutela dei suoi lavoratori. La sua versione sembra però cozzare con quella dei lavoratori.

La conferma di un caso positivo adesso tiene tutti in apprensione. La comunicazione ufficiale è stata data alla rappresentanza sindacale unitaria, anche per contribuire alla ricerca di tutti coloro che hanno condiviso lavoro e spazi con l’operaio risultato positivo. “Fate le vostre indagini - scrivono i sindacalisti ai loro iscritti - telefonando a tutti coloro che possono potenzialmente aver avuto contatti con il 35enne”. Sembrerebbe che l’operaio sia stato in cantiere dal 9 al 12 marzo sulla nave Windstar, nella zona motore.

Il sospetto è che il lavoratore possa aver avuto contatti anche con il personale amministrativo in servizio negli uffici di via dei Cantieri. La società infatti ha acquisito tutta la documentazione relativa a quei giorni per ricostruire ogni spostamento così da potere avviare tutte le procedure del caso, compresa la sanificazione dei locali ma anche degli spazi all’aperto.

Fincantieri: "Attivate tutte le procedure del caso"

"La direzione di stabilimento, in stretto raccordo con le strutture competenti del territorio, ha immediatamente posto in essere - spiega la società in una nota - quanto previsto dalle procedure di emergenza appositamente predisposte da Fincantieri per questo tipo di eventualità. Individuate le persone che risultano essere state a più stretto contatto, le stesse sono state invitate a rimanere presso il proprio domicilio. Il loro rientro sarà possibile una volta trascorso il periodo di 14 giorni come previsto dalle indicazioni delle autorità sanitarie".

E sugli spazi che potrebbero essere stati contaminati specifica: "Sono state individuate altresì le aree operative, le aree di servizio e le attrezzature da lavoro sulle quali intervenire con procedure mirate di sanificazione, provvedendo contestualmente alla loro segregazione temporanea. Tali interventi, unitamente a quelli precedentemente posti in essere dall’azienda, non in ultimo la chiusura totale di tutti i suoi stabilimenti in Italia, sono volti alla gestione, alla prevenzione e al contenimento di eventuali casi e rientrano in un più ampio piano di azioni di cui è stata data costante e trasparente informativa, ai lavoratori e ai loro rappresentanti".

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Cgil: "Allarme per i lavoratori, tutele per tutti"

"I contagi tra i lavoratori aumentano. Il caso di un dipendente del call center Almaviva, i medici contagiati all'ospedale Cervello, il personale sanitario costretto a lavorare senza i dispositivi di protezione che scarseggiano negli ospedali palermitani, i casi del personale degli uffici periferici dei beni culturali. E adesso un altro caso di un lavoratore Fincantieri risultato positivo. L'allarme per la salute dei lavoratori - dichiara il segretario generale Cgil Palermo, Enzo Campo - si diffonde a macchia d'olio e non solo nei luoghi più esposti al contagio come gli ospedali. Chiediamo che in tutti i posti di lavoro aperti siano forniti a tutti i lavoratori i dispositivi di protezione individuale necessari per garantire che il lavoro possa svolgersi nella massima  sicurezza. E' una situazione che richiede un monitoraggio costante e un livello di attenzione continuo perché non possiamo lasciare indietro nessuno, nessun lavoratore deve rimanere esposto. La persistente carenza di dispositivi di protezione è particolarmente grave per i lavoratori che operano nella sanità e nei servizi ospedalieri ma riguarda tutti i servizi essenziali".

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