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Quei 5 operai morti alla Favorita nel cantiere del Mondiale: Palermo ricorda e piange

Sangue, macerie, calcestruzzo, cemento, vite spezzate. Era il 30 agosto del 1989: 27 anni fa, come adesso, il sindaco era Leoluca Orlando: "Il ricordo di questo tragico evento deve essere un monito"

Sangue, macerie, calcestruzzo, cemento, vite spezzate, lamiere. Ventisette anni fa le notti magiche ancora non esistevano. Quel 30 agosto del 1989 fu un mattino tragico. E’ uno schianto terrificante quello che sveglia Palermo un giorno di fine estate. Un boato nella quiete di viale del Fante. Poi urla, lacrime. E infiniti interrogativi. Otto tonnellate di acciaio crollano da un’altezza di trenta metri. Il traliccio di una parte della tribuna della Favorita si sfalda come pastafrolla. Tutto in pochi attimi. Cinque operai vengono travolti, schiacciati e sfigurati da tonnellate di ferro e acciaio. Bulloni che saltano, rottami che si accartocciano.

Antonino Cusimano, Serafino Tusa, Giovanni Carollo, Giuseppe Rosone e Gaetano Palmeri. Questi i nomi delle vittime. La polvere avvolge il cielo di Palermo. Le vittime sono giovani: 28, 30, 31 anni. A dieci mesi di distanza dal mondiale di Italia ‘90, Palermo piomba nel dramma. La Favorita si scopre un castello di cartapesta. La tribuna di burro indigna l’Italia. Il cantiere diventa all’improvviso un cimitero. E’ una strage. I cinque morti sono cinque spade piantate nel petto della città. Parte la caccia ai colpevoli, perché qualcuno deve pagare. Nel frattempo finisce sotto accusa Palermo.

“Non è pronta”, si dice. Ventisette anni fa, come adesso, il sindaco è Leoluca Orlando. Prova a fare da scudo, quando qualcuno prova a portare via il mondiale da Palermo. Dubbi e sospetti. Adesso la memoria torna a quel giorno. "Il ricordo di questo tragico evento - dice oggi Orlando - è e deve essere un monito affinchè il rispetto delle norme relative alla sicurezza sul lavoro sia sempre garantito, a tutela della vita e della dignità dei lavoratori e delle loro famiglie".

Le macerie della Favorita - dopo il crollo - sembrano seppellire anche la speranza di ospitare il Mondiale. Che rinasce a poco a poco, quando ormai il filo con Italia ‘90 sembrava essersi spezzato. Fino a diventare ufficiale, a ottobre. Quando Gullit e Van Basten sbarcano alla Favorita per suggellare il mondiale palermitano qualcuno alza gli occhi verso la tribuna. Mentre il cielo di Palermo osserva e ricorda. E a 10 anni di esatti di distanza dal disastro del Dc9, custodisce un altro segreto.

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