Il duplice omicidio allo Zen, veglia notturna non autorizzata ai Rotoli: familiari allontanati

La polizia è intervenuta al cimitero di via Papa Sergio I dopo una segnalazione. Dentro c'erano i parenti di Giacomo e Antonino Lupo, uccisi lo scorso marzo in via Rocky Marciano con almeno nove colpi di pistola

Il cimitero dei Rotoli di via Papa Sergio I

Una veglia funebre non autorizzata in piena notte, tra le lapidi del cimitero dei Rotoli. I familiari di Antonino e Giacomo Lupo, padre e figlio di 53 e 18 anni uccisi a colpi di pistola tra i viali dello Zen, sono entrati al camposanto di via Papa Sergio I dove poi sono intervenuti gli agenti di polizia per scortare fuori i parenti delle vittime.

Il duplice omicidio risale allo scorso 14 marzo. Padre e figlio furono raggiunti in via Rocky Marciano da qualcuno che li ha inseguiti per poi scaricargli addosso diversi colpi di pistola. Almeno nove i proiettili andati a segno. Meno di 24 ore dopo, mentre la polizia stava cercando chi avesse premuto il grilletto, un 27enne si è costituito ai carabinieri e ha confessato tutto: “Mi sono dovuto difendere. O io o loro”.

Cinque giorni dopo il quartiere Zen si è fermato per i funerali del giovane boxeur e del padre, celebrati nella chiesa di San Filippo Neri. Da allora le salme sono state trasferite al cimitero dei Rotoli in attesa della sepoltura che sarebbe stata rinviata per la mancanza di loculi disponibili. Il sospetto è quindi che da allora ad oggi i familiari possano aver organizzato altre veglie nelle notti a cavallo fra il 14 e 15 di ogni mese.

Questa volta però qualcuno si sarebbe accorto dell’intrusione notturna segnalandola al numero 112 della centrale unica per le emergenze. Sull'episodio adesso indaga la polizia che però non ha proceduto con alcuna denuncia. Ma come hanno fatto i familiari dei Lupo a entrare nel cimitero, realizzando inoltre due altari votivi con tanto di foto, candele e fiori da adagiare sulle bare di Giacomo e Antonino?

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