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Cronaca Zen / Via Gino Zappa

Omicidio Mazzè allo Zen, ucciso da tre proiettili alla nuca

Eseguito l'esame autoptico sul corpo del pregiudicato Franco Mazzè, freddato domenica mattina allo Zen. Gli inquirenti vogliono capire il collegamento tra il delitto e i colpi di arma da fuoco esplosi poco dopo contro casa di un altro pregiudicato

Una vera e propria esecuzione: con tre colpi di pistola sparati alla testa. Ecco come è morto Franco Mazzè, il pregiudicato freddato domenica mattina allo Zen. L'esame autoptico eseguito ieri sera all'istituto di Medicina legale del Policlinico ha stabilito che l'uomo è stato raggiunto da tre proiettili alla nuca.

Mazzè, pregiudicato di 46 anni, si trovava in via Gino Zappa quando è stato avvicinato da due killer, che si sono dileguati subito dopo nel silenzio generale nonostante fosse pieno giorno e ci fossero diversi testimoni. Poche ore dopo il delitto, è stato fermato un uomo, Fabio Chianchiano, al quale sarebbe stato contestato formalmente il reato di omicidio e possesso illegale di armi.

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La polizia, che indaga sul caso, ha esaminato le immagini di alcune videocamere. Secondo una prima ricostruzione dei fatti domenica mattina in un bar dello Zen, c'è stata una violentissima lite tra Chianchiano e il fratello della vittima. Le telecamere del locale immortalano una discussione che degenera ben presto. Tutto davanti a decine di persone, che però sostengono di non aver visto nulla. Qualche ora dopo Mazzè viene affiancato da un auto blu con due persone a bordo che scendono e sparano.

A terra verranno trovati otto bossoli di proiettili militari para bellum, forse sparati da un'arma rubata tre giorni prima a una guardia giurata. Mazzè resta a terra e accorrono i parenti, muore in ospedale. Qualche ora dopo, due uomini con il volto coperto da un cappuccio - uno dei quali secondo la polizia è Chianchiano - si presentano a casa di un amico della vittima, Michele Moceo, e sparano contro la sua abitazione. Anche in questo caso, nessun testimone. Per tentato omicidio, quattro ore dopo, viene fermato Chianchiano che però nega ogni addebito

I punti oscuri sono ancora molti. Gli inquirenti vogliono capire il collegamento tra l'omicidio e i colpi contro casa Moceo e se all'origine di tutto ci sia la rissa scoppiata all'interno del bar o se invece non sia stata una resa dei conti per affari ben più importanti. Chianchiano ha precedenti per traffico di droga, così come lo stesso Moceo. Nelle prossime ore sarà eseguito l'esame antropometrico sulle immagini della sparatoria contro l'abitazione, riprese da alcune videocamere, per verificare il coinvolgimento di Chianchiano.

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