Cronaca Tribunali-Castellammare / Via dei Cassari

Omicidio alla Vucciria, la questura vieta i funerali pubblici per Emanuele Burgio

La salma del giovane, freddato in via dei Cassari, è alla camera mortuaria del Policlinico. Il padre della vittima, Filippo Burgio, che sta scontando una condanna per mafia è in attesa di ottenere il permesso per raggiungere la città e dare l'ultimo saluto al figlio. Interventi della polizia nella notte per una serie di manifestazioni non autorizzate

Un murales in ricordo di Emanuele Burgio realizzato a Ballarò

Vietati i funerali pubblici per Emanuele Burgio, il ragazzo ucciso in via dei Cassari alla Vucciria, nella notte tra domenica e lunedì scorsi. La salma si trova ancora nella camera mortuaria del Policlinico. Il padre della vittima, Filippo Burgio, che sta finendo di scontare una condanna a nove anni per mafia, è ancora in attesa di un permesso da parte del magistrato di Sorveglianza di Pavia per poter raggiungere Palermo da Voghera, dov'è recluso, e dare l'ultimo saluto al figlio.

Sarà anche per questo che ieri notte, come raccontiamo in questo video, centinaia di giovani hanno voluto rendere omaggio alla vittima, con fuochi d'artificio sparati in diversi punti del centro storico, da Ballarò alla Vucciria, con tanto di corteo di motorini e di suonate di clacson. Una confusione che hanno sentito tanti residenti e che è stata anche segnalata alla polizia, che è intervenuta, anche per far rimuovere un lenzuolo in piazza Chiappara al Carmine e nonostante le rimostranze di tanti presenti. Si tratta, come spiegano dalla questura, di una manifestazione non autorizzata e attualmente sono al vaglio immagini riprese dalle telecamere per valutare eventuali risvolti penali.

Per il delitto sono in carcere Matteo, Domenico e Giovanni Battista Romano, che erano stati fermati dalla squadra mobile a poco più di 24 ore dalla sparatoria, grazie anche alle immagini riprese dalle telecamere di sorveglianza, una delle quali avrebbe inqudrato un diverbio tra gli indagati e la vittima e poi anche Matteo Romano che spara a Burgio e lo insegue per finirlo. Quando i poliziotti guidati da Rodolfo Ruperti sono arrivati vicino alla trattoria "Zia Pina", gestita dalla famiglia della vittima, hanno trovato solo bocche cucite, nonostante al momento dell'omicidio ci fossero almeno una cinquantina di persone presenti.

Le indagini, soprattutto per accertare il movente dell'omicidio - che allo stato sarebbe da attribuire a un diverbio per un banale incidente stradale avvenuto una decina di giorni fa - proseguono e sono coordinate dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Giovanni Antoci e Federica Paiola. 

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