Domenica, 13 Giugno 2021
Cronaca Tribunali-Castellammare / Via dei Cassari

Il 25enne freddato alla Vucciria, svolta nelle indagini: ci sono tre fermi

Tre uomini sono accusati di essere i componenti del commando che domenica notte ha ucciso Emanuele Burgio in via dei Cassari. Si tratta di padre, figlio e zio. Il delitto sarebbe avvenuto dopo una lite per futili motivi

I rilievi dopo l'omicidio

E' arrivata nella notte la svolta nelle indagini per l'omicidio di Emanuele Burgio, il 25enne freddato nella notte tra domenica e lunedì alla Vucciria. Gli agenti della squadra mobile, guidata da Rodolfo Ruperti, hanno fermato tre uomini con l'accusa di omicidio. Secondo una prima ricostruzione il delitto sarebbe avvenuto dopo una lite per futili motivi. 

Il fermo è stato emesso dal procuratore aggiunto Salvatore De Luca e dai sostituti Giovanni Antoci e Federica Paola, che coordinano l'inchiesta, a carico di Matteo Romano, 39 anni, del fratello Domenico Romano, 49 anni e del figlio di quest'ultimo, Giovanni Battista Romano di 29 anni. Due sono residenti al Borgo, uno al Villagio Santa Rosalia.

Una lite per un incidente dietro all'omicidio della Vucciria, gli spari ripresi da una telecamera

Emanuele Burgio è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco mentre si trovava a pochi passi dalla trattoria "Zia Pina", gestita dalla sua famiglia, in via dei Cassari. Il padre Filippo era stato condannato in via definitiva a 9 anni (che ha quasi scontato del tutto) per mafia mentre lui non era mai stato arrestato ma era sotto processo davanti alla quinta sezione del tribunale per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga. Questi due aspetti - i precedenti del padre e i suoi carichi pendenti - avevano portato ad affidare il fascicolo alla Dda. 

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